REFERENDUM COSTITUZIONALE
22-23 MARZO 2026
Sintesi degli argomenti
PREMESSA: IL PROBLEMA VERO DELLA GIUSTIZIA
I veri problemi del sistema giudiziario italiano sono chiari e documentati:
- Durata dei processi: processi civili oltre 900 giorni in Cassazione, oltre 550 in Appello
- Carenza di personale: 16 magistrati ogni 100.000 abitanti (contro 33 nella UE), organico carente del 16,7%, polizia giudiziaria scoperta di 22.000 unità
- Carico di lavoro insostenibile: un giudice civile ha 176 procedimenti l'anno (media UE: 88), un giudice penale 154 (media UE: 76)
Questa riforma NON affronta nessuno di questi problemi.
Non è una riforma della giustizia, ma una riforma del potere giudiziario. Il Governo ha scelto di intervenire sull'organizzazione della magistratura invece di risolvere i problemi concreti dei cittadini, che avrebbe potuto affrontare con leggi ordinarie, più risorse e nuove assunzioni.
QUALI ARTICOLI DELLA COSTITUZIONE VENGONO MODIFICATI?
La modifica è profonda: si cambierebbero 7 articoli della costituzione: artt. 87,102,104,105,106,107,110.
GLI ARGOMENTI PRINCIPALI:
1. LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE GIÀ ESISTE
Argomento dei sostenitori del SÌ: Occorre separare le carriere per garantire la terzietà dei giudici.
Realtà: La Riforma Cartabia ha già stabilito la separazione di fatto: è possibile passare da una carriera all'altra una sola volta e dopo 9 anni. Negli ultimi cinque anni solo lo 0,83% dei PM è passato a funzioni giudicanti e solo lo 0,21% dei giudici a funzioni requirenti. (fonte:relazione sull’amministrazione giustizia Senato 22/01/2025).
Se si vuole aumentare questa separazione basta modificare la legge Cartabia.
Il modello attuale garantisce una cultura comune della giurisdizione: il PM non deve "vincere" ma cercare anche le prove a discarico, e ha il dovere di chiedere l'assoluzione se le prove non sostengono l'accusa. La riforma trasforma invece il PM in un semplice accusatore.
2. IL SORTEGGIO: UNA PERICOLOSA ANOMALIA
Argomento dei sostenitori del SÌ: Il sorteggio impedisce il dominio delle correnti.
Realtà:
- Il sorteggio non è adottato in nessun paese al mondo (tranne la Grecia)
- Impedisce ai magistrati di scegliere chi li rappresenta, indebolendone la legittimità
- Un componente sorteggiato è più isolato e influenzabile da altri poteri
- Per la prima volta si sostiene che la casualità sia meglio del merito e della selezione
- Introduce un'anomalia costituzionale: per la prima volta un organo costituzionale viene composto per sorteggio
- Si applica un sorteggio differenziato: i magistrati sono sorteggiati tra tutti, quelli scelti dalla politica da una lista predefinita dal Parlamento
Il sorteggio non elimina le correnti: anzi, spingerebbe i magistrati a rafforzare l'appartenenza per aumentare le probabilità di essere rappresentati.
3. L'ALTA CORTE DISCIPLINARE: IL CONTROLLO DELLA POLITICA
La riforma istituisce un nuovo organo costituzionale per giudicare i magistrati, con 15 membri: 6 giudici, 3 PM e 6 laici eletti dal Parlamento a maggioranza semplice.
- I laici rappresentano il 40% (come i giudici), un peso enorme rispetto all'attuale sezione disciplinare del CSM che ha un solo membro laico su 6
- Sottrae al CSM la funzione disciplinare, la più delicata
- I membri sono anch'essi sorteggiati con il metodo differenziato
- Esclude il Presidente della Repubblica
- Sbilancia il peso a favore della politica
4. LA STRATEGIA IN TRE MOSSE PER INDEBOLIRE LAMAGISTRATURA
Come evidenziato dal prof. Enrico Grosso (Ordinario di Diritto costituzionale, Università di Torino), la riforma smonta il sistema di garanzie costituzionali in tre passi:
Prima mossa: Divide il CSM in due organi separati (giudicante e requirente), indebolendolo secondo il principio divide et impera. I due organi tenderanno a confliggere e non rappresentano più il complesso della magistratura.
Seconda mossa: Introduce il sorteggio, umiliante e delegittimante. Toglie il nesso di responsabilità che solo l'elezione produce. Per i rappresentanti della politica, il sorteggio avviene su una lista predefinita.
Terza mossa: Sottrae la funzione disciplinare al CSM e la conferisce all'Alta Corte Disciplinare, dove la parte scelta dalla politica è in pari numero dei magistrati.
Risultato: Maggiore influenza della politica sulla magistratura, che apre la strada a successivi provvedimenti legislativi ordinari.
5. GLI SVILUPPI FUTURI GIÀ ANNUNCIATI
Se passa la riforma, questo governo in carica ha già delineato i prossimi passi (realizzabili con semplici leggi ordinarie):
1. Sganciare la polizia giudiziaria dal PM e riportarla sotto il controllo del ministro degli Interni. Le indagini dipenderebbero da un corpo controllato dalla politica (modello ICE di Trump)
2. Introdurre la responsabilità civile dei magistrati, ulteriore strumento di pressione
3. La politica deciderà quali sono i reati da perseguire per primi da parte della magistratura
Lo stesso ministro Nordio, nel suo libro Una nuova Giustizia, scrive: "trovo abbastanza ingenuo l'atteggiamento dell'opposizione (...) e poiché è presumibile che prima o poi l'onere del Governo spetti a loro, è abbastanza singolare che per raccattare qualche consenso oggi compromettano la loro libertà d'azione di domani."
Il progetto è chiaro: mettere la magistratura sotto controllo politico.
6. I COSTI ECONOMICI
L'attuale CSM costa oltre 40 milioni di euro all'anno. Con la riforma:
- Due CSM separati
- Una nuova Alta Corte Disciplinare
- Indennità, assegni, segreterie moltiplicate
La spesa verrebbe ragionevolmente triplicata, a carico dei cittadini, senza alcun miglioramento del servizio giustizia.
7. UNA RIFORMA SENZA CONSENSO
In democrazia i metodi valgono come i contenuti. La Costituzione rappresenta le regole condivise.La Costituzione prevede che le modifiche costituzionali richiedano un accordo ampio (2/3 del Parlamento) o, in alternativa, un referendum. Modificare le regole fondamentali senza un accordo con l'opposizione trasforma la Costituzione in un "randello politico". l’esecutivo ha blindato le quattro letture (due alla Camera e Due al Senato) impedendo la discussione nemmeno tra i partiti della maggioranza. Governare non vuol dire dominare.
Il Governo ha dato priorità a una riforma di potere invece che ai problemi concreti dei cittadini.
I CONFLITTI CON TUTTE LE MAGISTRATURE
Questo Governo ha litigato con:
- La Corte di Cassazione (decreti Sicurezza)
- La Corte Costituzionale (ordinamento interno e diritto UE)
- La Corte dei Conti (ponte sullo stretto)
- La Corte di Giustizia Europea (Paesi sicuri)
- La Corte Penale Internazionale (caso Almasri)
Se un governo litiga con tutte le massime istituzioni giudiziarie, forse non tollera l'indipendenza della magistratura.
Per riflettere ...dibattendo...:
- Nel 1992 una polizia giudiziaria subordinata all’esecutivo avrebbe consentito al PM Di Pietro di cogliere sul fatto il Presidente del Pio Albergo Trivulzio a Milano, Mario Chiesa mentre incassava una tangente?
- Nel 1994 una magistratura subordinata al governo avrebbe avviato le inchieste su Tangentopoli ed Enimont?
- Nel 2001 una magistratura subordinata avrebbe potuto incriminare e condannare 25 funzionari e dirigenti di polizia per i fatti del G8 di Genova?
- Nel 2010 una magistratura subordinata avrebbe potuto far reintegrare i 10 operai FIOM vittime di licenziamento discriminatorio dalla FIAT a Pomigliano?
La magistratura ha pagato con la vita la sua indipendenza: 26 magistrati sono stati assassinati dal terrorismo rosso e nero e dalle mafie.
COSA CI INSEGNA LA STORIA
Il Titolo IV della Costituzione rappresenta una discontinuità fondamentale rispetto al periodo monarchico liberale, dove il PM era subordinato al potere politico. Una delle conseguenze di quella dipendenza fu che i magistrati furono incapaci di contrastare efficacemente la violenza politica che portò alla dittatura.
I costituenti del 1948 hanno costruito il CSM proprio per sottrarre al potere politico le decisioni su:
- Assunzioni
- Assegnazioni
- Promozioni
- Trasferimenti
- Provvedimenti disciplinari
Se un magistrato teme che un suo provvedimento possa comportare un trasferimento o il blocco della carriera, non prenderà decisioni sgradite alla politica.
Ci stanno a cuore i valori della libertà e della democrazia garantiti dalla separazione dei poteri che ci hanno consegnato i Padri Costituenti nel 1948?
Come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Mattarella il 19 gennaio 2026 ai nuovi magistrati tirocinanti: "nel nostro sistema la magistratura è selezionata sulla base di un concorso particolarmente impegnativo, perché in tal modo si cerca di contribuire a garantire al meglio la professionalità necessaria ad assicurare l'autonomia e l'indipendenza dell'ordine giudiziario".
CONCLUSIONE
Questa riforma:
- NON risolve i problemi della giustizia (durata processi, carenza personale)
- Indebolisce l'indipendenza della magistratura
- Introduce anomalie costituzionali (sorteggio)
- Aumenta l'influenza della politica sulla giustizia
- Costa tre volte di più senza benefici per i cittadini
- Apre la strada a ulteriori riforme pericolose
Se ci stanno a cuore la libertà, la democrazia e la separazione dei poteri: VOTIAMO NO.
Documento elaborato sulla base del materiale informativo di Argomenti 2000 e delle analisi del prof. Enrico Grosso, Ordinario di Diritto costituzionale presso l'Università di Torino.











