Per il 1° maggio: Orizzonte lavoro

Giovedì, 30 Aprile, 2020

Nel Bollettino ADAPT del 6 aprile 2020 Francesca Marinelli rammenta che già a marzo l’Organizzazione Mondiale del Lavoro ha diffuso alcune note – in lingua inglese – sull’impatto nel mondo del lavoro di COVID-19. Tali coordinate possono essere rilette oggi, con una accentuata consapevolezza di tali “pressioni” sulle economie mondiali, salvo qualche rara eccezione….(rinvio alle pubblicazioni della Banca d’Italia: https://www.bancaditalia.it/covid-19/index.html e a quelle dello IAI: https://www.iai.it/it).

Dopo qualche esitazione iniziale le istituzioni europee hanno assicurato strumentazioni variegate, ben riepilogate da una infografica disponibile nel sito web del Consiglio: https://www.consilium.europa.eu/it/.

In particolare, l’attenzione si può fermare sullo strumento SURE, ovvero il nuovo strumento di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza.

SURE è pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori che risentono della pandemia di coronavirus. Fornirà assistenza finanziaria per un totale di 100 miliardi di € sotto forma di prestiti, concessi dall'UE agli Stati membri a condizioni favorevoli. I prestiti aiuteranno gli Stati membri ad affrontare aumenti repentini della spesa pubblica per il mantenimento dell'occupazione: nello specifico, concorreranno a coprire i costi direttamente connessi all'istituzione o all'estensione di regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo e di altre misure analoghe per i lavoratori autonomi introdotte in risposta all'attuale pandemia di coronavirus: https://ec.europa.eu/commission/presscorner del 2 aprile 2020.

Su tale innovazione annota - con la consueta, splendida efficacia -  Alberto Quadrio Curzio: “ Dal 1° giugno 2020 partirà il piano economico incentrato su due pilastri: il Sure (Support to mitigate unemployment risks in an emergency) ovvero una cassa integrazione europea con emissione di “Sure-bond” sul mercato; il Mes (Meccanismo europeo di stabilità) per fronteggiare spese sanitarie in senso lato per 240 miliardi finanziati con “Mes-bond”. La discussione dei governi si incentra sulla natura di prestiti degli interventi e sulle garanzie che verranno richieste ai singoli Stati per accedere agli stessi. La tipologia dei prestiti sia in termini di durata e di tassi, sia per le garanzie, non è del tutto chiarita, anche se la condizionalità macroeconomica del Mes è stata esclusa. Ciò non toglie che l’utilizzo dei prestiti rispetto ai loro fini sarà controllato. Ci sono quindi dei vantaggi dei prestiti salvo le clausole applicative da definire. Il primo vantaggio è che se i prestiti sono a tassi molto bassi e a lungo termine vi è una convenienza per Stati che hanno un ben più costoso accesso ai mercati finanziari. Il secondo vantaggio è che prestiti a tassi e scadenze certe sono meglio dell’accesso ai mercati dove anche i sottoscrittori pazienti non possono acquistare prescindendo dai rating. Il terzo è che l’utilizzo del Mes consente alla Bce di acquistare a discrezione titoli dello Stato che ha utilizzato il Mes. In definitiva i nuovi “Sure-bond” e i già presenti (ma ora modificati) “Mes-bond”, entrambi acquistabili anche dalla Bce, entrano negli strumenti di politica economica europea” (testo completo: https://www.huffingtonpost.it/ ,27 aprile 2020).

E anche  tale strumento può certamente far riflettere sull’insieme delle tutele “possibili” per il lavoro di oggi, e dei prossimi mesi ed anni… non casualmente sull’argomento si era subito interrogato il Forum Diseguaglianze Diversità con un primo documento indirizzato ai ministeri competenti (marzo 2020) e – successivamente - con una complessa nota di orientamento per il futuro: Un futuro più giusto è possibile (17 aprile 2020). Si legge nella sua interezza in https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/.

Utile qui rileggere almeno il punto i capi II e III:

II. Orientare e sostenere servizi fondamentali, nuove attività e buoni lavori, prima di tutto nei territori marginalizzatiSi tratta di prendere di petto e ridurre i profondi divari territoriali nell’offerta di servizi fondamentali. E, assieme, di promuovere buona impresa, cogliendo e rendendo paganti i bisogni che emergono con la crisi e rimuovendo gli ostacoli all’offerta che li soddisfi, con particolare riguardo a: attività agro-silvo-pastorali, salute, welfare, energia, abitazione, logistica, cultura, turismo e ristorazione, sicurezza, spazi collettivi di socializzazione. Un’opportunità importante per PMI, microimprese e imprese sociali. Per farlo occorre abbandonare le politiche infrastrutturali, di servizio e di sviluppo fondate sulla logica dei “bandi di progetto”, per una politica rivolta-ai-luoghi, fondata su forti linee-guida nazionali e strategie territoriale partecipate in aree coese e dotate di adeguate tecnostrutture. Una simile strategia è indispensabile nelle aree marginalizzate: aree interne (dove va rilanciato subito, per davvero, ciò che è già in corso), periferie urbane, campagne deindustrializzate, comuni fiaccati dalla crisi.

III. Dignità, tutela e partecipazione strategica del lavoro, in un nuovo patto con le impreseIl rilancio su basi nuove dei territori e delle imprese richiede che alla riscoperta, in queste settimane, della centralità del lavoro corrisponda un investimento nella sua dignità e nella sua tutela e una sua partecipazione strategica alle scelte, della cui necessità il paese era divenuto consapevole già prima. 

 

A livello di Unione Europea,

 

A livello nazionale,

Come sempre, se si vuole e si può, i due piani – nazionale ed europeo – si incontrano e diventano orizzonte.

Appunto.

Gianni Saonara
Argomenti2000 - Veneto

 

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