Fascismo. Non ignorare e urgentemente riformare.

Giovedì, 13 Luglio, 2017

I cambiamenti climatici fanno sciogliere le calotte e il degrado della lotta politica fa sciogliere la democrazia, la dignità e quel po’ che resta di pudore . Ma gli spezzoni di iceberg ideologico politici che si staccano possono essere più devastanti di quelli di ghiaccio. Il fascismo come esperienza storica ,nei suoi esiti per gli italiani drammatici, è certamente consegnato alla storia , ma non sono consegnati alla storia coloro che oggi vi fanno riferimento come orgoglioso momento di questa nazione. Se noi confondessimo questi due piani faremmo un grave errore politico e di interpretazione della realtà. A maggior ragione in un periodo così fragile come il nostro. Alcuni sostengono che questo sentimento è generato da una assenza di riflessione storica sul passato con una rimozione dello stesso che ha impedito di archiviare questo periodo storico. In parte è certo vero , ma in molti c’è la convinzione che come le brigate rosse erano compagni che sbagliavano, il fascismo era in sé positivo peccato che Mussolini si è alleato con Hitler. E di fronte a questa posizione non si può essere neutrali. Inneggiare al fascismo non è un reato d’opinione è come inneggiare al califfato entrambi vogliono il dominio totale dell’individuo che è suddito, e parimenti va perseguito. Quest’Italia avrebbe ogni tanto bisogno di essere meno cialtrona e pressapochista, invero non solo su questo piano . Cercare sempre di far finire tutto a tarallucci e vino è la ragione per cui la nostra credibilità , al di là dei meriti delle singole persone , non gode grande credito. La storia non torna , ma su certe esperienze disastrose non si può far finta di niente. Un paese che questa tragedia ha vissuto come e peggio di noi, la Germania, su questo aspetto è molto severa. Non si può non ricordare che ha rifiutato di premiare i due poliziotti che hanno ucciso in conflitto a fuoco, a Sesto San Giovanni, il terrorista Anis Amri, perché sulla loro pagina face book si esaltava il fascismo. In tutti i paesi anche in Germania vi sono i fanatici del passato nazista , ma non per questo vengono tollerati. In Italia invece ritrovarsi al Cimitero monumentale rievocando il regime fascista e la repubblica sociale, irrompere in Consiglio Comunale di Milano come hanno fatto i membri di Casa Pound , ma cosa ancora più grave essere ricambiati del saluto fascista da consiglieri che sedevano in quell’aula, sono fatti che vengono derubricati a semplice nostalgia , oppure a semplice goliardia o scherzo. Eja Eja trullalà ! Purtroppo non è così e non vanno sottovalutati. L’on Alessandra Mussolini nipote del Duce dichiara che casa sua è piena di cimeli e memorie del nonno, bene, li tenga cari , il problema è che lei ricopre una carica pubblica della Repubblica Italiana antifascista, e quando nel 2003 in Israele l’on Fini allora vicepremier e segretario di Alleanza Nazionale, dichiarò che “ il Fascismo fu parte del male assoluto” e tutti plaudirono per l’uscita dall’ambiguità , l’on Mussolini non condivise totalmente tale giudizio. Si può anche ricordare l’on Andrea Serena che , in quella occasione diffuse il video con l’autobiografia del massacratore delle Fosse Ardeatine Priebke. E oggi viene fuori l’attacco anti semita dell’on Massimo Corsaro contro l’on Fiano . Dal recente passato e dal presente riaffiora come un fiume carsico un sentimento politico che è qualcosa di più che semplice nostalgia. Non penso si possa eliminare con una dotta lezione storica dove si analizza pacatamente il periodo fascista in tutti i suoi aspetti . I fascisti sono come i comunisti, hanno una fede non sottoponibile a verifica storica. Si può dire purtroppo con l’on Fiano che il fascismo esiste. E tutto ciò, forse, al di là della gravità oggettiva del fatto in sé, in un periodo di prosperità e sviluppo sarebbe forse elencabile fra episodi marginali, di colore anche se disgustosi , o di ridicola curiosità come il vino con la faccia del duce, ma il momento non è purtroppo facile. Il sentimento anti istituzionale alimentato dalla crisi e dall’inconcludenza politica ,può saldarsi con questi spezzoni della società che mirano ad un assetto non democratico. Di segnali ne sono già arrivati parecchi anche se non sempre schierati politicamente. Dal gruppo Veneta Serenissima Armata al movimento dei forconi col processo sommario condotto da suoi attivisti del gruppo «9 dicembre Forconi» nei confronti del ex deputato forzista Vito Napoli davanti a Montecitorio, il cui portavoce Danilo Calvani rivendicando l’azione minaccia «rifaremo, ce lo chiedono in tanti» perché «è un parlamento illegittimo». Si può dire che sono fatti di poche persone, certo, ma tante poche persone fanno una moltitudine, non occorre dimenticare che quasi il 50% diserta le urne … e’ la somma che fa il totale direbbe Totò. Nel Mein Kampf Hitler scriveva “Pensiamo per un attimo di quali misere idee siano infarciti di norma quelli che vengono chiamati «programmi politici» e come, di volta in volta, vengano riadattati alle mutate idee correnti! Bisogna osservare attentamente, come sotto una lente, le idee centrali delle «commissioni per il programma» dei partiti (in special modo quelli borghesi) per poter afferrare appieno la consistenza reale di questi aborti politici. C’è una cosa sola che preoccupa e che spinge alla creazione di nuovi programmi o al cambiamento di quelli preesistenti: l’esito delle future elezioni. Appena nella mente di questi veri e propri giullari del mondo politico s’insinua il dubbio che il beneamato popolo possa mutare opinione e sfuggire alle stanghe del carro di partito, loro non fanno altro che riverniciarne il timone. Vengono chiamati allora quelli che potremmo considerare «astrologi di partito» detti anche «esperti» o «competenti»; sono in maggioranza vecchi parlamentari rotti a tutte le esperienze politiche, essi cominciano così a ricordare casi simili, in cui il popolo, stufo, perse definitivamente la pazienza, e suggerendo vecchie soluzioni formano «commissioni», tengono d’occhio le reazioni del popolo, leggono i giornali e fiutano l’umore della nazione per sapere cosa voglia mai quest’ultima e di cosa abbia paura. Vengono analizzati minuziosamente tutti i ceti sociali e raggruppamenti professionali, di cui vengono studiati anche i desideri più riposti. Queste commissioni si riuniscono e rivedono i programmi creandone di nuovi, e facendo questo, detti uomini mutano le proprie convinzioni politiche con la naturalezza di un soldato che cambi la propria camicia pullulante di pidocchi.” Il fascismo non tornerà con l’orbace e la camicia nera , ma si può presentare inaspettatamente sotto nuove forme di controllo del consenso e della rappresentanza saldando insieme tanti spezzoni di disagio e malcontento abilmente manovrato. Ma domani come allora la garanzia della stabilità troverà il consenso anche di chi come nel ventennio aveva bisogno di sicurezza negli investimenti economici e di pace sociale. Il pericolo si sta prospettando alto nella prossima legislatura se non emergerà una coalizione vincente. Ecco perché l’urgenza delle riforme e una minore rissosità strumentale delle forze politiche sarebbero necessarie al Paese ora più che mai e rappresenterebbero la migliore risposta ai rigurgiti del passato, e agli incubi del futuro. E’ necessario lavorare a progetti politici generatori di speranza , è urgente prospettare istituzioni capaci di decidere e governare nel rispetto della democrazia prima che il populismo cammuffato da democrazia ci porti alla deriva. Bene ha fatto l’on Fiano con la sua iniziativa legislativa e a lui va tutto il nostro sostegno e piena solidarietà a seguito dell’attacco ricevuto

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