C'è speranza per i partiti dopo Covid-19?

Sabato, 9 Maggio, 2020

Il Presidente di Argomenti2000, Ernesto Preziosi, ha recentemente offerto un contributo innovativo sul tema della presenza politica di ispirazione cristiana. Nel suo recente saggio su don Luizi Sturzo, ha proposto la costituzione di un Forum politico rivolto alle molte realtà Vitali, alle tante esperienze e pratiche virtuose presenti nella società italiana, all’interno e oltre le sigle della galassia del cattolicesimo democratico. Il Forum di cui parla Preziosi non ha natura di partito, ma politica.

Cosa può vuol dire? Può voler dire che il Forum avrà la “mission” di incalzare i partiti per restituire loro operatività democratica.  In questi mesi di emergenza sanitaria i partiti sono stati afoni. Ma anche prima non godevano di buona salute. 

Anzi, Covid-19 ci restituisce la fotografia di partiti come dei patronati. Come questi aiutano i cittadini a disbrigare le pratiche per il fisco, così i partiti aiutano le classi dirigenti a disbrigare le pratiche per le elezioni. Un po’ poco, se pensiamo a come la Costituzione descrive il ruolo dei partiti e quale è stata la storia dei partiti in questi 75 anni di Repubblica. Manca il collegamento con le forze vive sui territori, con i gruppi di cittadinanzattiva, con le culture politiche. Mancano i dibattiti interni. 

Da dove ripartire? I partiti dovrebbero mettersi umilmente alla scuola di J. Habermas (cioè al valore dello scambio dialogico strutturato ed includente plurali punti di vista) e di C. Mouffe (cioè il valore dell'antagonismo democratico dentro i partiti e tra di loro). 

C'è speranza per i partiti? Si, se sapranno diventare poliarchici, acquistando ad esempio la forma di confederazione di culture politiche più o meno omogenee tra di loro, distinti gli uni dagli altri secondo la priorità data ai valori politici come tradizione, libertà, uguaglianza, fraternità.

Provo ad entrare nello specifico di un partito, il PD. In una intervista al sito di Citta Nuova(https://www.cittanuova.it/cattolici-presenza-politica-oggi/?ms=003&se=020), semprePreziosi ha detto: “Il Pd è un partito che, alla luce del percorso recente, ha il problema ineludibile di chiarire la propria identità nel mutato quadro politico. Ci si può chiedere: il Pd è in grado di ripensarsi, di confrontarsi con la matrice iniziale, quella di un partito plurale che fa spazio alle diverse culture politiche? Se la risposta fosse positiva, allora la costruzione di una nuova sintesi che risponda ai cambiamenti sociali ha bisogno di una componente di ispirazione cristiana. Questo non per una pretesa nominalistica, ma per il bisogno del Pd stesso di essere aperto al contributo di idee e di progetto che può venire da quella parte di Paese”. Ed ancora: “Se invece, dopo il percorso recente, ivi compresa la fuoriuscita di una parte, il Pd si arroccasse in una collocazione di sinistra autosufficiente, il senso stesso di una presenza cattolico-democratica nel partito verrebbe meno. È un’incertezza, che non può durare a lungo e che dovrà trovare, in un momento congressuale, una chiarificazione e una leadership che si faccia davvero garante di questa pluralità. Dentro un partito plurale o come soggetto promotore di una nuova forma partitica d’ispirazione cristiana, la presenza dei cattolici sulla scena italiana è sfidata non solo e non tanto sui temi eticamente sensibili (su cui è inaccettabile qualunque pregiudiziale laicista) ma forse ancor più sullo scenario complessivo nazionale, europeo e internazionale. È su questo che, forti anche di un ricco magistero sociale che oggi è tra le poche risorse rivolte a cogliere le complessità dei problemi e la loro possibile soluzione, si gioca la sfida della presenza dei cattolici in politica o meglio di una presenza politica di ispirazione cristiana.”

Insomma, sembra chiara la richiesta al PD di esprimere una radicale novità, al fine di ripensarsi, in moda da essere chiaramente e strutturalmente ospitale per le culture politiche che lo abitano, come il cattolicesimo democratico.

Lo stesso segretario nazionale Zingaretti prima del voto amministrativo in Emilia aveva annunciato la necessità di avviare una nuova fase del partito parlando di un congresso a tesi. E' indispensabile che il Pd si chiarisca sulla sua identità-proposta...

Auspico la nascita a breve del Forum politico quale espressione strutturata del vivace, ma poco coeso cattolicesimo democratico conciliare, popolare, innovativo.

Occorre muoversi presto, perché nelle chat in questi mesi si è diffuso un fervore civico non indifferente e che dovrebbe trovare nei partiti, rinnovatisi in profondità, un interlocutore qualificato e attento. Il Forum politico evocato da Preziosi potrebbe fare da “ponte” tra i partiti e la cittadinanzattiva.

Sarebbe un peccato democratico sprecare questa occasione.

 

 

Per approfondire questi temi, consiglio la lettura dei seguenti saggi:

Antonio Floridia, Una idea deliberativa della democrazia, Il Mulino

Antonio Floridia, PD. Un partito sbagliato, Castelvecchi

Chantal Mouffe, Il conflitto democratico, Mimesis

Damiano Palano, Bubble Democracy. La fine del pubblico e la nuova polarizzazione, Morcelliana

Ernesto Preziosi, Cattolici e presenza politica, Morcelliana

Michele Sorice, Partecipazione democratica, Mondadori

 

Commenti

Inviato da Luciano il

Molto centrato questo articolo e ottima la proposta di Ernesto Preziosi di un Forum
Saprà cogliere il PD questa occasione?
Sapremo noi cattolici proporci in modo corretto?
Forse occorre iniziare dai contenuti: lavoro, equità, giustizia, sostenibilità del nostro modello di sviluppo, inclusione sociale, fisco.....
Luciano Forlì

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