IL REFERENDUM E LA POLITICA

Martedì, 31 Marzo, 2026

IL REFERENDUM E LA POLITICA: 

alcune considerazioni sull’esito del referendum costituzionale marzo 2026

Vittorio Rapetti 29.03.26

Il dolore e le preoccupazioni per le guerre in atto hanno rapidamente archiviato la riflessione sugli esiti del referendum, che invece ha segnalato un risultato importante e interessante, non previsto dai sondaggi, con una buona partecipazione (59%) e una chiara vittoria del NO (quasi il 54%).  Ciò ha prodotto: la bocciatura della legge di riforma della magistratura; - - riflessi sul sistema politico; - riflessi dalla/sulla società civile

- la bocciatura della legge di riforma della magistratura, proposta da Meloni e Nordio. 

  • La Costituzione non viene modificata; i rapporti tra i poteri dello Stato restano nell’equilibrio disegnato dalla Carta e dalla riforme successive (in particolare quella Cartabia del 2022)
  • I problemi della giustizia sul tappeto - durata dei processi, personale, qualificazione tecnologica, ...- restano da affrontare (v. intervento del presidente della Corte Costituzionale del 26.3.26)
  • Da ricucire i rapporti tra magistratura e potere politico: v. intervento del Presidente Mattarella e le dichiarazioni del neo-presidente dell’ANM, (come il precedente, appartenente alla corrente maggioritaria “Magistratura Indipendente” di orientamento di centro-destra)
  • Restano in piedi due diverse (e opposte) “narrazioni” del problema, come sono emerse dalla campagna elettorale: da un lato [sostenitori del SI] svincolare la magistratura dal potere delle correnti; dall’altro [sostenitori del NO] evitare il rischio di una sottomissione/condizionamento del potere della magistratura al potere politico (del governo), producendo uno squilibrio tra i poteri. “Un’occasione persa” [per i sostenitori del SI], un pericolo sventato [sostenitori del NO].
  • l’andamento e l’esito ha evidenziato - per molti toni e per l’uso di argomenti pretestuosi o palesemente fasulli – uno scarso rispetto per le istituzioni e per i cittadini, da parte di alcuni esponenti, nel quadro di una polarizzazione del discorso politico, ovviamente pericolosa.

- riflessi sul sistema politico: 

  • nel centro-destra una piccola resa dei conti interna (dimissioni di alcuni esponenti di FdI e FI, senza peraltro un rapporto diretto con i temi del referendum, discussione della leadership di FI) ma nessun sommovimento rispetto al sistema nel suo insieme (nessuna dimissione nè di Meloni, nè di Nordio, nessuna crisi dell’alleanza FdI- FI- Lega). A lato resta qualche preoccupazione per l’ampliamento della formazione di Vannacci (in cui è confluito il gruppo di Allemanno).
  • Nel centro-sinistra l’immediata ripresa del dibattito circa la possibile coalizione che dovrà affrontare le elezioni del 2027. E’ la questione delle alleanze, del programma e della leadership: il c.d. “campo largo”, con M5S e i gruppi (già presenti o costituendi) di area centrista e moderata, e la connessa contesa per la leadership (primarie?), l’elaborazione di punti qualificanti condivisi del programma e della visione di società (economia e lavoro, politiche sociali scolastiche e sanitarie, politica estera e rapporti con Europa, ecc…)

- riflessi dalla/sulla società civile:

  • L’impressione che i cittadini, aldilà delle appartenenze partitiche, abbiano ancora un ruolo politico e che il loro voto abbia un peso reale.
  • Il ruolo politico delle fasce giovanili (i più giovani sotto i 30 anni ha partecipato al 67%); proprio i giovani, stando alle analisi, sono state determinanti per la vittoria del NO (al 57% per la fascia più giovane 18-34 anni; al 60% quella da 35 a 49 anni, v. f.5).
  • Il ruolo dell’associazionismo - e segnatamente quello di ispirazione cattolica - nell’affiancare alla campagna mediatica (su cui i fautori del Sì hanno puntato prevalentemente, e che ha assunto toni molto pesanti) una iniziativa diffusa di incontri, confronti aperti (con toni assai più ragionevoli, volti a informare, spiegare, affermare la possibilità di un confronto sereno). In ogni caso questo ruolo dei ‘corpi intermedi’ è stato determinante nel portare tanti cittadini a votare. Esso ha fatto leva soprattutto sugli elementi di metodo e di contesto della riforma proposta, piuttosto che su quelli di merito (alquanto tecnici e di complessa comprensione). Si è confermato che senza “corpi intermedi” (associazioni, comitati, …) non c’è possibilità di organizzare i cittadini: fondamentali i partiti, ma forse non bastano.
  • Però, questo ruolo della società civile e dell’associazionismo è praticamente sparito dalle analisi post-voto. E’ prevalsa invece la vaga ipotesi che il Sì o il No a questo referendum restituisca una immediata rappresentazione degli equilibri politici e della  loro evoluzione, magari in vista di un ribaltamento dei rapporti tra le coalizioni. Conclusione forse un po’ affrettata.

ANALIZZARE I RISULTATI può aiutare a capire se e come sono cambiati gli equilibri politici: ed appare subito abbastanza dubbio che la vittoria del NO, di per sé, segnali un’inversione di tendenza nelle scelte politiche e possa quindi riprodursi per le prossime elezioni. Mentre appare chiaro che ciò che ha fatto la differenza è stato il diverso tasso di astensionismo (probabilmente più accentuato nell’area del centro-destra) e il voto al Sud (in cui il NO è prevalso in maniera più netta).

Le rappresentazioni del voto troppo sintetiche (come la mappa del voto per regioni, f.1) possono indurre in qualche equivoco, specie se poi i dati si “proiettano” sulle elezioni politiche, che funzionano per collegi (quindi significativo è il dato locale, ben evidenziato dalla sintesi per provincia, f.2).                                                                 

In Italia lo scarto complessivo a vantaggio del NO  è stato di 2milioni,15.000 voti, su 26 milioni di votanti:  53,8% contro 46,2%

In Piemonte, con un affluenza del 62,6%, lo scarto è stato di 144.000 voti su 2.054.000 votanti, 53.5% contro 46,5%

Più di misura il risultato valdostano: con un affluenza al 58,6%, i No arrivano al 51,8% con poco più di 2.000 di scarto su un totale di 57.000 votanti

In ogni caso l’alta affluenza al voto (almeno rispetto alle previsione) ha accresciuto il peso politico del risultato (alle ultime elezioni politiche del 2022 in Piemonte e Liguria la cifra dei partecipanti è stata poco più alta, dai 2 ai 4 punti% in più,).

 

Il voto locale. Se scorporiamo i dati su scala provinciale e sui comuni medio-piccoli l’effetto cromatico è ben diversamente marcato (f.3 e f.4): in tutte le province (salvo Torino) prevale il SI, molti comuni medio piccoli, compresi diversi centri-zona – sempre fatta eccezione per la provincia di Torino -  sono in larga parte nell’area del SI’ 

(vedi tabelle 1 e 2).

 

 

 

 

 

 

f. 3 e 4 – esito per comune di V. d’Aosta e Piemonte

Più difficile comprendere le dinamiche interne al voto: certo si è trattato di un voto politico, ma resta diverso il giudizio circa l’influenza della propaganda dei partiti nella decisione di voto (specie per le fasce giovanili), l’andamento dei flussi di voto da un’area all’altra e soprattutto circa le motivazioni. Hanno probabilmente pesato più i dati di metodo (la mancata ricerca di un consenso ampio in Parlamento per una riforma condivisa) e di contesto (la preoccupazione per la politica di un governo troppo allineato con la politica guerrafondaia di USA e Israele, poco propenso per le politiche ambientali, il rischio di un accentramento eccessivo del potere nella mani del governo, il collegamento con le altre riforme in cantiere), rispetto agli aspetti strettamente di merito e più tecnici (separazione delle carriere, ruolo CSM, …). Una parte del voto suona anche come una protesta più generica contro il governo stesso in nome della pace e della difesa della Costituzione, delle aspettative di cambiamento andate a vuoto dopo 4 anni di governo Meloni.

Proprio questa varietà di motivazioni prospetta anche la complessità a tradurre questo voto referendario in una anticipazione del voto alle prossime politiche. Esso infatti segnala:

  • la difficoltà di tenere insieme tutte queste diverse motivazioni in un medesimo programma elettorale, credibile e coerente
  • la possibilità di conquistare consenso toccando tasti e sensibilità anche molto diverse.

 

 

f.5 – voto per fasce di età (fonte Skytg24)

 

 

tabella 1

area

elettori

partecipazione

NO

SI

Partecipazione

Politiche 2022

Italia (+estero)

51,4mln

55,7

53,24

46,76

63,9

Piemonte

3,3 mln

62,6

53,5

43,5

66,4

Valle d’Aosta

97.900

58,6

51,8

48,2

 

Liguria

1,2mln

62,2

57,0

43,0

64,2

Province 

 

 

 

 

 

Torino

 

63,8

59,6

40,4

 

Alessandria

 

61,0

47,5

52,5

 

Asti

 

59,9

48,2

51,8 

 

Cuneo

 

63,4

46,4

53,6

 

Vercelli

 

59,8

44,3  

55,8

 

Biella

 

60,2

45,9

54,1 

 

Novara

 

61,2

46,5

53,5

 

Genova

 

63,4

61,1

38,9

 

Savona

 

62,2

52,5

47,5

 

ns. elaborazione su dati Ministero Interni

 

tabella 2

 

CENTRI

Vittoria del SI (%)

 

CENTRI

Vittoria del NO %

  1.  

AL – ALESSANDRIA

51,4

  1.  

AT - ASTI

53,5

  1.  

AL – ACQUI

50,9

  1.  

AL – OVADA

58,8

  1.  

AL - CASALE

53,2

  1.  

AL – NOVI

52,5

  1.  

AL – TORTONA

56,1

  1.  

AT – VILLANOVA

50,8

  1.  

AL - VALENZA

57,0

  1.  

CN - CUNEO

55,9

  1.  

AT- CANELLI

58,9

  1.  

CN – SAVIGLIANO

54,2

  1.  

AT – NIZZA M.TO

52,2

  1.  

CN – MONDOVÌ

50,7

  1.  

AT – SAN DAMIANO

50,7

  1.  

CN – BRA

51,1

  1.  

AT – COSTIGLIOLE

60,0

  1.  

CN - ALBA

53,3

  1.  

CN - SALUZZO

54,1

  1.  

TO - TORINO

64,8

  1.  

CN – FOSSANO

53,2

  1.  

TO - IVREA

61,7

  1.  

VC - CRESCENTINO

50,1

  1.  

TO - PINEROLO

60,5

  1.  

VC - VERCELLI

51,5

  1.  

TO – MONCALIERI

58,4

  1.  

VC - SANTHIA

50,7

  1.  

TO RIVOLI

59,7

  1.  

VC - GATTINARA

60,6

  1.  

TO COLLEGNO

64,8

  1.  

VC – TRINO

53,8

  1.  

TO SETTIMO

62,7

  1.  

VC - VARALLO

56,7

  1.  

TO NICHELINO

61,6

  1.  

NO – BORGOMANERO

54,7

  1.  

NO - NOVARA

52,0

  1.  

NO – TRECATE

53,9

  1.  

VBO – VERBANIA

51,9

  1.  

NO – GALLIATE

51,1

  1.  

VBO - OMEGNA

52,4

  1.  

NO – OLEGGIO

55,1

 21.

AOSTA

55.8

  1.  

NO - ARONA

51,6

 

 

 

  1.  

VBO – DOMODOSSOLA

54,1

 

 

 

  1.  

BI – BIELLA

51,4

 

 

 

  1.  

BI – COSSATO

53,8

 

 

 

  1.  

BI – VIGLIANO B.

54,2

 

 

 

  1.  

BI – CANDELO

53,5

 

 

 

ns. elaborazione su dati Ministero Interni

 

riferimenti

https://pagellapolitica.it/articoli/risultati-referendum-giustizia-grafici-mappe

https://elezioni.repubblica.it/2026/referendum/22-marzo/1/ 

https://elezioni.interno.gov.it/risultati/20260322/referendum/scrutini/italia/0117 

https://www.infodata.ilsole24ore.com/2025/06/08/dal-1946-a-oggi-i-referendum-abrogativi-in-italia-partecipazione-voti-e-curiosita/ 

https://www.vita.it/idee/la-generazione-z-ha-votato-e-ha-detto-piu-di-quello-che-pensiamo/ 

sui flussi elettorali: https://www.cattaneo.org/wp-content/uploads/2026/03/2026-03-23_Ref_giustizia.pdf