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Direi che basta cliccare www.cattaneo.org per trovare una essenziale rassegna di analisi del voto amministrativo di maggio 2011.
Rileggiamo a, b,c:
- a) Astensione - "Complessivamente la quota di elettori che si sono recati alle urne è scesa di quasi due punti percentuali (71,0%, contro il 72,8% registrato negli stessi comuni alle precedenti elezioni comunali). Questo calo si pone in continuità con una tendenza negativa di lungo periodo che pare inarrestabile. A differenza di altri contesti nazionali, dove la partecipazione elettorale segue un andamento altalenante di crescita e declino, in Italia è regolarmente in diminuzione ormai da molti anni. Il calo dei votanti riflette forti differenze territoriali".
- b) Ballottaggi (in 13 città) - "Se si prende in considerazione il numero di votanti, ossia l'affluenza alle urne, si è assistito a un vistoso calo nella partecipazione: se al primo turno sono stati espressi - nel complesso dei tredici comuni - 1 milione 686 mila preferenze per i candidati sindaco, al secondo turno hanno espresso voti validi solo 1 milione 561 mila elettori: una contrazione di oltre 125 mila voti, pari al 7,4% dei consensi manifestati al primo turno .La minore partecipazione elettorale ha interessato in misura diversa i singoli comuni. (...) Nel complesso delle 13 città, i candidati di centro-sinistra hanno guadagnato quasi 130 mila voti (+16,8% rispetto al primo turno), mentre i candidati di centro-destra hanno perso oltre 21 mila voti (-3,1%). Questo risultato favorevole al centro-sinistra è, peraltro, in parte sottostimato perché dà per scontato, alla luce degli aggiustamenti spiegati poc'anzi, che il centro-sinistra abbia sempre fatto il pieno dei voti fra gli elettori di alcuni partiti che non si sono formalmente uniti all'appoggio del candidato di centro-sinistra al secondo turno. Evidentemente, se un candidato ha guadagnato (o perso) voti, questi possono essere stati acquisiti (o ceduti) fra elettori che al primo turno avevano votato per liste escluse dal secondo turno, oppure fra elettori che al primo turno avevano preferito lo schieramento avverso, oppure ancora fra astensionisti; ma per stabilire la fonte o la destinazione dei voti acquisiti/persi occorrerà aspettare le analisi dei flussi.
- c) Chi vince e chi perde - "Il centro-destra nel suo complesso (senza considerare l'Udc, neppure laddove è alleato o è stato alleato con il centro-destra) ha raccolto 885 mila voti nel 2011, contro i 941 mila nelle precedenti elezioni comunali. Si tratta di un calo di 56 mila voti (-6,0%). Si tratta di un arretramento che punisce alcuni partiti più di altri ma che si presenta anche differenziato sul piano territoriale. Il centro-destra perde soprattutto al Nord (4 città) (-83 mila voti, -16,6%) e in Emilia-Romagna (-14 mila voti, -13,6%). Positivo l'andamento nelle sei città del Centro sud: +40 mila voti, +12,2%. I risultati sono analoghi se il confronto si opera con le precedenti regionali: -57 mila voti (-6,1%), con cali più forti al Nord (-10,2%) e in Emilia-Romagna (-22,0%) e un leggero miglioramento al Centro - sud (+4,2%).
Il centro-sinistra nel suo complesso ha raccolto 1 milione 42 mila voti nel 2011 contro 1 milione 217 mila nelle precedenti elezioni municipali (senza considerare i voti all'Udeur nelle precedenti consultazioni amministrative): -175 mila voti (-14,4%). La perdita è stata contenuta al Nord (-15 mila voti, -2,6%), più consistente in Emilia-Romagna (-24 mila voti, -12%) e particolarmente marcata al Centro - sud (-135 mila, -30,9%, fortemente concentrati a Napoli).Rispetto alle regionali, tuttavia, il centro-sinistra si è rafforzato, raccogliendo 66 mila voti in più (+6,8%). Anche nel confronto con le regionali si hanno esiti territorialmente caratterizzati: avanzamento marcato al Nord (+16,6%), tenue in Emilia-Romagna (+6,1%), calo al Centro - sud (-6,7%).
L'Udc ha perso 28,5 mila voti (-25,4%) rispetto alle precedenti elezioni comunali, con insuccessi particolarmente marcati al Nord (-37,0%) e in Emilia-Romagna (-64,6%) e un avanzamento al Centro - sud (+10,2%). Rispetto alle regionali il partito di Casini tiene (-1,4%): un rafforzamento al Centro - sud (+16,7%) viene compensato da arretramenti al Nord (-20,6%) e in Emilia-Romagna (-17,5%).
Vale la pena di notare il risultato del Movimento 5 stelle - Beppe Grillo, che ha raccolti i consensi di oltre 93 mila elettori in undici delle tredici città, battendo sempre - e in misura netta - l'Udc in tutte le città del Nord e dell'Emilia-Romagna e aumentando i suoi consensi rispetto alle regionali del 2010 (+26 mila voti, +39,0%)".
Naturalmente si potrebbe entrare anche nei dettagli, oppure osservare con maggiore attenzione i dati relativi anche alle amministrazioni provinciali, oppure a quelle medie città che costituiscono reticoli essenziali per i profili di comunità, in particolare nelle regioni del Nord interessate a questa tornata elettiva. Chi è davvero curioso può cliccare www.interno.it o, anche, quegli osservatori elettorali regionali cosi attenti (ad esempio quello della regione Veneto: http://oe.consiglioveneto.it/ o quello della regione Toscana: www.regione.toscana.it) oppure attendere fiducioso quanto ci diranno gli esperti in www.studielettorali.it o ci dicono già in http://cise.luiss.it/cise/. Ma forse, dopo tanti clic, si può anche intuire qualche nuova domanda e condividere qualche nuovo sentiero.
...intuire.
Può essere utile intuire qualche domanda, oltre il frastuono delle tabelle e dei mille commenti. Qui un semplice esercizio solo per consolidare l'antica prassi del discernimento.
- a) Trasformare una ( estesa) consultazione amministrativa in un monitoraggio politico o in un sub referendum pro o contro il governo nazionale è saggio? E' rispettoso dell'erigendo assetto federale? E' testimonianza di intelligente rispetto verso il policentrismo dei poteri voluto dalla Costituzione? I mille perché degli esiti elettorali locali e territoriali potrebbero partire anche da qui, ovvero da questa paradossale incertezza degli attori politici professionisti. Incertezza colta dagli elettori, ma spesso non dagli addetti ai lavori....che anche in questa occasione hanno confermato di essere soprattutto autoreferenziali. La domanda, secca, può essere questa: che partiti stiamo votando, e/o costruendo o ri - costruendo?
- b) Rispetto alle grandi polemiche del biennio 2010 - 2011 ( non faccio elenchi, guardare le memorie...) che cosa è rimasto nelle urne? Astio etico, insofferenza economica, protesta politica, corsa sterile al frazionamento, bipolarismo vincente, valutazione amministrativa, giustizialismo usa e getta, riscoperta dei beni comuni, apprezzamento della serietà personale? Che bel labirinto di possibili spiegazioni a posteriori! Se lo sguardo si allarga a un grande numero di consultazioni (non solo a quelle che hanno giustamente ottenuto grande spazio nei media, soprattutto a sinistra) troviamo davvero ventagli e percorsi di riflessione che si affacciano. Ad esempio: liste di partito e liste civiche pari sono? E' giusto privilegiare l'analisi dei grandi flussi metropolitani e sottostimare quanto accade in collina, o in montagna, o nelle piccole città? O, ancora, chi è stato davvero eletto: non solo sindaci ma anche nei consigli comunali. Tra l'altro con una prima considerevole riduzione del numero degli eletti (risparmio sui costi della politica: significa anche qualche costo sulla rappresentanza?). E' bella l'alternanza, specie quando è molto faticosa (Milano, Cagliari, ma tutti possiamo aggiungere qualche altro simbolo) ma forse siamo tutti un po' meno interessati a qualità e composizione dei gruppi consiliari comunali. E, anche questo, non sembra saggio. Anzi.
- c) Nativi digitali, social network, ironia e parodie sembra abbiano avuto ruoli non secondari, in particolare nelle aree metropolitane. Questo rafforza una domanda: hanno un futuro le culture politiche? E gli spazi che le ripensano? O è meglio giocare talenti su nuovi linguaggi, nuovi strumenti, minori mediazioni e lampi arancioni? La domanda, forse con retrogusto amaro, non si può eludere, anche e soprattutto quando tanti esiti rendono contenti. Le novità avranno futuro? Oppure quando il gioco sarà duro ( elezioni politiche - 2013? - e regionali 2015) le convenzioni antiche prenderanno la rivincita? Dando un ‘occhiata - anche rapida - alle più recenti pubblicazioni ISTAT davvero sorgono mille pensieri. E, volendo, altrettanti sentieri.
Appunto.
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