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penso sia sotto gli occhi di tutti la fase di difficoltà che, ormai da diverso tempo, ed oggi con un'accentuazione particolare, attraversa la situazione politica del nostro Paese.
La stessa scommessa bipolare che sembrava avere coinvolto gran parte dello schieramento partitico formando due poli, appare in crisi. Sul centro sinistra l'uscita di alcuni esponenti ex Margherita segnala una difficoltà di non poco conto, e mette più di un'ipoteca sul progetto del Partito democratico, anche se a tutt'oggi resta nebulosa la possibilità di una formazione centrista e dovremo attendere il dopo europee per comprendere meglio la consistenza di eventuali iniziative. Mentre sul centro destra è sempre meno sotterranea la competizione tesa ad assumere il ruolo di successore dell'attuale leader e si registra più di una presa di distanza del presidente della Camera che non può che gettare un'ulteriore ombra sul futuro del bipolarismo.
Come a dire che se chiari e sempre più espliciti sono i segnali di crisi, oscuri o almeno nebulosi sono gli scenari verso cui incamminarsi. Il quadro è reso poi ulteriormente precario dalla alterazione degli equilibri e della autonomia tra i poteri fondamentali dello stato. Con tutto ciò che vuol dire non solo per la governabilità ma anche per la stessa tenuta democratica.
La classe dirigente in campo stenta ad offrire una prospettiva chiara e praticabile, avvolta come è in schermaglie a tutto campo e all'interno stesso degli schieramenti.
C'è un rischio di delusione: un'epidemia di demotivazione potrebbe contagiare strati sempre più larghi (e giovani) della popolazione. Anche dal campo cattolico non si levano che flebili voci. E' come se una lunga afasia del laicato (un giorno dovremo fermarci per analizzarne le cause) avesse portato tra i suoi effetti un'atrofia di pensiero politico. Non si parla gran che, ma forse c'è anche poco da dire. Non che manchino esperienze positive e testimonianze credibili sul territorio, ma su tutto si registra la difficoltà di mettere in rete l'esistente e di dargli una rappresentanza politica. Dal dibattito di queste settimane vi proponiamo alcuni spunti sulla situazione politica, sul tema della scuola e sulla bioetica.
Da parte nostra continuiamo a vederci. Il 12 dicembre abbiamo avuto un incontro con alcune associazioni. Il 27 dicembre è prevista a Jesi una riunione del Consiglio dell'Associazione, mentre il 30 nel monastero di Viboldone terremo l'incontro di fine anno con un riflessione guidata da don Luisito Bianchi.
Nonostante tutto, non disperiamo e continuiamo ad annunciare speranza, proviamo a non disperare e ad annunciare speranza. E' il nostro augurio per questo Natale e per il nuovo anno.
Ernesto Preziosi
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