Verso le elezioni di domenica

Martedì, 27 Febbraio, 2018

Le elezioni che si terranno il prossimo 4 marzo rappresentano un punto di svolta. Come ha ricordato il presidente Mattarella, sono una pagina bianca consegnata al senso di responsabilità degli elettori. Tuttavia la profonda crisi della politica, strettamente connessa al cortocircuito avvenuto in questi anni all’interno del sistema della rappresentanza, crisi che non riguarda solo la politica e che è accentuata da una congiuntura economica ancora non superata, ha generato uno strutturale distacco se non addirittura avversione in ampie aree della popolazione: il rancore con il quale è stato descritto lo stato d’animo di larghe fasce del Paese. A questa patologia contribuisce il ruolo dei social con i loro messaggi spesso esasperati e strumentali sul rapporto tra opinione pubblica e sistemi istituzionali.

Per questo riteniamo sia necessario riprendere con “coraggio” l’iniziativa politica, partendo dal nostro punto di osservazione di credenti che si interessano al Paese, alla sua vita politica, che se ne sentono parte attiva alla luce di una tradizione di cattolicesimo politico che oggi, in una situazione inedita in cui sono in atto grandi processi di trasformazione, chiede di essere radicalmente ripensata nei contenuti e nelle forme.

Per questo, come antidoto verso l'astensionismo dilagante e gli annunci ad effetto, di grande impatto mediatico ma irrealizzabili, intendiamo contribuire a motivare tanti ad alimentare, con una nuova voglia di partecipare e costruire, un nuovo civismo che ispiri una proposta da offrire al Paese intero – non solo ai credenti – una visione che guarda al futuro e che passa per una profonda riorganizzazione dello Stato e delle relazioni tra i soggetti sociali ed economici, per riconnettere e declinare nel tempo di oggi il principio della rappresentanza, essenziale per le democrazie.

 

Partecipare ...pur nella fatica

Consapevoli dei molti rischi che demotivano e allontanano gli elettori, con la nostra associazione SCEGLIAMO DI PARTECIPARE a questa fase di discernimento, lo facciamo sostenendo il centro sinistra, le liste che si pongono come “forza di governo” rispetto ai velleitarismi pericolosi di M5s e destra. Ma lo facciamo, allo stesso tempo, dichiarando la fatica di dover scegliere tra proposte deboli, tra liste messe su all'ultimo momento per utilizzare i meccanismi di una legge elettorale che non aiuta a chiarificare il quadro politico. Si poteva fare di più e meglio.

Non ci guida un atteggiamento avversativo, né si tratta solo di sbarrare la strada a formazioni che ci porterebbero inevitabilmente indietro, quanto di percorrere la strada della responsabilità, cosi come sta facendo il governo, contro gli avventurismi.

Ci guida la necessità di proseguire il cammino di modernizzazione del Paese, a partire da riforme già avviate nella legislatura che si conclude, sostenendo progetti di qualità. Confidiamo anche che vi siano sempre spazi di convergenza, soprattutto sui programmi, tra quanti pensano al futuro dell’Europa puntando sul rinnovamento delle prassi e delle buone legislazioni ispirate dai valori costituzionali. 

Nel 2018 ricordiamo il 70° compleanno della nostra Costituzione, scritta sulla base dei valori del cattolicesimo, del socialismo e delle culture laico liberali: quel metodo ci sembra un importante riferimento anche per il futuro della qualità della nostra democrazia.

 

Generare un nuovo spazio politico

La transizione che stiamo vivendo non riguarda solo la politica, ma come molti richiamano (lo ha fatto il sociologo Mauro Magatti nell'incontro promosso dalla nostra associazione il 16 dicembre scorso a Milano), si tratta di un cambiamento più vasto: i mutamenti sono molto profondi, si sono modificati gli assetti sociali eci troviamo di fronte ad una fase del post capitalismo e a grandi questioni che aspettano una assunzione di responsabilità dalla politica, anche per non essere travolti dall’altro possibile pericolo che è quello di un tecno-capitalismo senz’anima.

Ed è proprio questo il tempo in cui dobbiamo concorrere a generare un nuovo spazio politico. Il legame sociale è il tema centrale riconoscibile nella crisi che segna nello stesso tempo vari aspetti della società nella sua articolazione: dalle famiglie, al mondo del lavoro, dalla scuola, alla politica, ai partiti.

L’attuale fase ci chiede di mettere in campo una proposta forte e chiara, in grado di indicare un orizzonte di sviluppo e di disinnescare le tante istanze regressive che, di fronte ai segnali di crisi, si rifugiano in una domanda di protezione o in una generalizzata protesta.

Per questo ci sentiamo di investire sul centro sinistra e vorremmo ricordare con forza  al PD il suo essere chiamato, pur tra difficoltà, a mantenere e rendere riconoscibile la sua vocazione di unire le forze democratiche e riformatrici dando vita ad un soggetto capace di raccogliere la domanda di unità e di cambiamento che sale dal Paese. È un tentativo che è in corso da anni, ma che conosce pericolose battute d’arresto, si tratta invece per noi di un processo politico necessario per la stabilità e per contribuire a dare speranza nel futuro.

Su questa base chiediamo con forza al Partito Democratico di scommettere sulla sua vocazione ad essere soggetto “plurale” e “accogliente”: vi sono infatti risorse che possono essere valorizzate, a partire dall'area culturale che esprimono, dalla competenza e altre riconoscibili tra quanti esercitano le buone pratiche amministrative sui territori. La formazione delle liste ha largamente deluso questa aspettativa ponendo dubbi di non poco conto sulla natura stessa del partito e sull’identità del gruppo dirigente.

Non rinunciamo in ogni caso a mettere a disposizione idee e punti programmatici, insieme a disponibilità personali a sostegno del progetto politico. È questo l'impegno dispiegato in queste settimane. Un impegno che non verrà meno dopo il 4 marzo e che si esprimerà, con incontri in molte città, utilizzando anche il metodo partecipativo e dialogico sperimentato nel cammino preparatorio della 48° Settimana Sociale dei cattolici in Italia. Mentre forte rimane  la richiesta  di riprendere il percorso delle riforme per consentire al nostro paese di non trovarsi impreparato a gestire i grandi cambiamenti sociali, culturali ed economici.

In questi giorni siamo presenti in varie città con molte iniziative in cui comunicare le Proposte, frutto di una elaborazione comune, con la presentazione di un Manifesto,  che ha raccolto centinaia di firme qualificare e che  può ancora essere sottoscritto, e infine promuovendo un dibattito reale sulle grandi questioni del Paese e sulle sfide che dovranno essere affrontate per una visione più europea e globale. Possono in proposito essere utilizzate, insieme al Manifesto le schede tematiche.  Questo è il modo in cui offriamo il nostro contributo al panorama politico ed insieme il modo in cui proponiamo una soggettività intorno a precisi contenuti.

Mancano pochi giorni alle elezioni, non è facile immaginare lo scenario con cui ci dovremmo misurare dopo il voto. Le manifestazioni di violenza politica di questi giorni e il clima mesto, sottotono, della campagna elettorale, rimandano al vuoto della politica. È una situazione che chiede un supplemento di impegno dei cittadini, una chiamata che noi avvertiamo in maniera particolare e su cui continueremo ad essere propositivi.

Entro il mese di marzo si terrà la consulta nazionale dell’associazione per valutare tra l’altro una convocazione nazionale, da tenersi a Roma ad inizio maggio (con ogni probabilità sabato 5).

Non sappiamo quale sarà il quadro che emergerà dalle urne, quale la rilevanza dei singoli partiti e la possibilità di governare il Paese, in questa incertezza sappiamo però che vogliamo esserci, per rappresentare valori riconoscibili, obiettivi concreti. Siamo convinti che la crisi attuale, la sfiducia, come la rabbia, debbano trovare una risposta politica. Una prospettiva che generi fiducia e consenta speranza.

 

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