Un DPCM ricco di innovazioni democratiche

Lunedì, 2 Luglio, 2018
Il DPCM che introduce il dibattito pubblico in Italia è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale del 25 giugno.
E' una data importante, perché si inserisce nel nostro ordinamento un istituto di democrazia deliberativa/partecipativa vocato ad aumentare il coinvolgimento dei cittadini prima della realizzazione di una grande infrastruttura.
Si applicherà, a partire dal prossimo 24 agosto, a porti, aeroporti, interporti, infrastrutture energetiche, interventi per la difesa del mare e delle coste etc che superino determinate soglie.
La novità principale è quella di affidare ad un coordinatore indipendente la gestione del processo partecipativo inclusivo. Indipendente da chi? Sia da chi propone l'opera sia dai comitati dei cittadini. Si apre l'interessante ambito della formazione specifica di questa nuova figura di processi partecipativi! Viene istituita una Commissione nazionale deputata anche a sostenere e promuovere best practises.
Il dibattito pubblico avrà la durata di quattro mesi e si concluderà con una  sintesi  dei  temi emersi,  in  modo  imparziale,  trasparente   e oggettivo e delle posizioni e delle  proposte  emerse  nel  corso  del
dibattito. Rispetto alle richieste civiche, il proponente ha l'obbligo di prendere posizione, motivando le sue scelte (continuare nella realizzazione dell'opera senza ascoltare le richieste della cittadinanza oppure dichiarare di accettarle in tutto o in parte). A compilare la relazione conclusiva sarà proprio il coordinatore del dibattito pubblico.
Forse non tutto il PD si è ancora accorto della importanza del DPCM, che è pur sempre stato condiviso da suoi importanti esponenti nella scorsa Legislatura quali  il Ministro delle Infrastrutture G. Delrio, il S. Esposito membro della Commissione Lavori pubblici del Senato, E. Realacci e P. Carrescia in Commissione Ambiente della Camera.
Se dovessi consigliare al PD da dove ripartire, mi spingo a consigliare di valorizzare questo DPCM e le innovazioni democratiche che introduce, perchè condensa una forma di democrazia degli ascolti civici strutturati alla J. Habermas, distinta sia dalle pulsioni etnocentriche alla C. Schmitt che dalle mire di democrazie  dirette ed on-line  alla J.J. Rousseau.
Ne avremo modo di riparlare.
Intanto, segnaliamo il link al quale consultare il testo di questo innovativo provvedimento:
 

Commenti

Inviato da liliana il

condivido la rilevanza del decreto, e ritengo ne vada data la massima pubblicità, perché si tratta di un'opportunità a disposizione di diversi portatori d'interesse nei territori dove si vanno a progettare nuove strutture/infrastrutture, e semina democrazia perché sostiene il dibattito. ma che senso ha nominare una Commissione nazionale e specificare subito dopo che non solo i membri non saranno pagati, ma neppure rimborsati delle spese. Io credo che gli esperti di questa materia non siano già presenti nelle istituzioni, potrebbero esserci esperti nelle file dei parlamentari e questo potrebbe essere positivo. So invece che ci sono molti esperti di questo settore liberi professionisti. Loro rimarranno liberi, professionisti, esperti, ma non potranno far parte della Commissione nazionale, a meno di far partire una sottoscrizione per "esperto/a in dibattito pubblico che sia davvero indipendente perché nessuno già lo paga" !!!

Aggiungi un commento

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
CAPTCHA
This question is for testing whether or not you are a human visitor and to prevent automated spam submissions.
Image CAPTCHA
Enter the characters shown in the image.