In tema di eutanasia

A volte accadono eventi  scollegati, ma che hanno comunque da dirci qualcosa, se accostati...
Qualche settimana fa, la Chiesa cattolica ha riconosciuto la santità di Madre Teresa che a Calcutta si era presa cura dei sofferenti, soprattutto di coloro che erano stati abbandonati da tutti (Servizi pubblici, famiglie, amici), per dimostrare la vicinanza prima della morte. Il principio culturale che informa questa scelta è una grande solidarietà, portata fino agli estremi, verso chi è in grande difficoltà di salute e privato di ogni conforto relazionale.
E' invece di qualche giorno fa la notizia che in Belgio, una persona minorenne, in stato di sofferenza estrema, ha chiesto (ed ottenuto) di abbandonare questa vita, suicidandosi per via medica, con l'assenso dei genitori, del comitato scientifico e dei servizi pubblici. Il motivo culturale che sottostà a questa azione è la primazia della autodeterminazione.
questi due eventi ci parlano di una uguale dolorosa situazione: la sofferenza che può capitare a noi umani, fragili e limitati, anche se tentati dalla tecnoscienza e dai miraggi di oltre-umanesimo.
A cui è stata data una diversa risposta di civiltà e del modo con cui ci prendiamo cura dei "cuccioli" d'uomo e di donna. L'episodio biblico di Dio che ferma la mano di Abramo è un  monito che informa di sè la civiltà ebraico-cristiana: nessun sacrificio di minori può essere presentato come ben voluto da Dio, anche se agito per motivi compassionevoli. L'episodio belga esce da questa cornice ebraico-cristiana per avventurarsi in un terreno diverso, post-ebraico-cristiano, ma proprio per questo pre-ebraico-cristiano: non è detto che un politeismo dei valori conduca ad una maggiore libertà o alla felicità collettiva...l'opzione idolatrica è sempre dietro l'angolo (a mio avviso, correttamente, il prof. D'Agostino parla di un ritorno allo ius vitae ac necis degli adulti sui figli)
Nelle scelte eutanasiche, rimarrà sempre il dubbio che il paziente abbia veramente e liberamente scelto di morire, tanto  più- come nel caso belga- se è un minore, la cui capacità di intendere e di volere è strutturalmente ancora in formazione.
A me personalmente, rimane un secondo dubbio: favorire la autodeterminazione a suicidarsi in capo ai minorenni, è un primo passo per altre autodeterminazioni più coerenti con un tecnocapitalismo che vuole sempre più sfondare nel territorio del DNA umano: libertà del minore di cedere parti del proprio corpo e di rendersi disponibile per pratiche quali quelle della maternità surrogata...
Ed infine, perché non provare a scegliere altrimenti?  La conclusione poteva dal punto di vista medico essere diversa: f. Cancelli su L'Osservatore Romano ha ricordato che "In Italia il documento del Comitato nazionale di bioetica del 29 gennaio scorso ne sottolinea il ruolo anche per i minori: far dormire profondamente un paziente con sofferenze incoercibili è diverso dal farlo morire. Non vengono sospese le normali cure infermieristiche e la persona continua a ricevere tutte le attenzioni del personale e dei propri cari, spesso decisamente sollevati dal vederlo dormire pur nella consapevolezza di un decesso che, in ogni caso, si sarebbe verificato a breve."
Insomma, l'opzione Madre Teresa può svolgere ancora un ruolo, nonostante le tentazioni sbrigative che pur di far cessare la grave sofferenza aiutano il paziente a far cessare la propria esistenza...
 
Di Giandiego Carastro

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