Opinioni/ L'esperienza di "PER"

Sabato, 17 Ottobre, 2020
C’è un desiderio molto forte di impegnarsi in politica. Più forte di quanto si immagini. Specie in alcuni mondi. E specie dopo il lockdown di marzo, che in tante coscienze ben formate ha posto la domanda-chiave: e ora, che faccio io, che facciamo noi, per ricostruire il Paese?
I pensieri su riportati sono la premessa di PER le Persone e la Comunità. Un discreto numero di amici sparsi su tutto il territorio regionale campano si sono fatti le stesse domande nello stesso momento. Ma non sapevano di essere in una misteriosa sintonia con altri. Ci voleva qualcosa che li connettesse. Questo qualcosa è stato, appunto, “PER le Persone e la Comunità”.
Una rete politica regionale – non una lista civica – fondata sulle storie di donne e uomini provenienti dall’associazionismo, dal terzo settore, dalle professioni, dall’impresa, dalla pubblica amministrazione “di frontiera”. Storie di bene fatto insieme ad altri e non da soli. Storie di persone che hanno già fatto la Politica con la P maiuscola senza saperlo, nelle pieghe dell’ordinarietà, ma che non l’hanno mai fatta nella sfera propria politico-istituzionale.
La scadenza elettorale regionale era perfetta per connettere queste storie. Pochi incontri, chiare intese, uno scopo preciso: iniziare noi per avvicinare, poi, tante persone alla politica nelle successive scadenze amministrative.
Il risultato è stato ottimo: 26.650 voti sull’intero territorio regionale, con risultati da “podio” in diversi comuni, una percentuale vicina al 2,5% a Napoli città, vicina al 2% nell’area metropolitana, davanti a molti “simboli sacri”. In tutte le competizioni regionali sinora svolte, un tale numero di voti era stato sufficiente ad esprimere un consigliere regionale: per noi no, doveva essere diverso, più duro, più difficile. Il seggio, nei fatti, è sfumato di una manciata di voti.
Eravamo nella coalizione di centrosinistra, indicata sin dall’inizio come collocazione naturale. Una rete laica d’ispirazione cristiana che accoglie persone provenienti non dall’associazionismo finto, ma da quello vero, popolare, radicato nelle parrocchie e nei quartieri.
Smaltita la piccola delusione del mancato seggio, iniziamo il lavoro per il 2021: Napoli e Battipaglia le competizioni principali. Senza snaturarci. Stessa filosofia, stesso profilo di candidature, collocazione stabile, apertura al dialogo con tanti semi di buona politica provenienti dal mondo cattolico e non solo. In altri comuni, invece, stanno partendo laboratori e circoli con un chiaro indirizzo verso l’impegno diretto.
Questo “secondo tempo” è appena iniziato. Sarà quello che definirà meglio la nostra identità e ci aiuterà ad avere una organizzazione più stabile. Portando avanti, con lo stesso passo, idee e persone. Solo le idee non  bastano. Solo le persone nemmeno. Noi amici cofondatori abbiamo definito PER, se così si può dire, una “scuola di formazione sociopolitica sul campo”. Una definizione precisa. Perché quanti si aggiungono e si aggiungeranno faranno, prima di ogni cosa, una bella esperienza di impegno personale insieme ad altri.

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