Note in margine alla pazza crisi

Giovedì, 22 Agosto, 2019

La crisi è aperta. Che fare? La prima condizione è non farsi illusioni, questa “crisi balneare” qualora desse vita ad un governo è solo una tregua del salvinismo al potere. Come tutte le tregue danno una opportunità, ma se non la si sa cogliere o la si gestirà male, l’esito sarà una valanga travolgente.

E’ urgente entrare in sintonia con le persone reali, anche con un linguaggio comprensibile non politichese che discetta di ruoli  e governi più o meno a termine. Ricordiamoci delle parole di Guglielmo Giannini che nel 46 criticando Benedetto Croce  diceva che “il suo torto è quello di aver creduto nelle elitè… che noi siamo folla disordinata e disorientata. Sbaglia …la folla non è più gregge, la folla ha una volontà, una capacità, un peso politico enorme.” Le persone hanno la convinzione che le loro esigenze siano trascurate dai governi questa è la forza del populismo.

Non è il momento di indignarsi per ciò che sono stati i comportamenti  in questi mesi del “ governo del cambiamento”, senza dimenticarne gli esiti . Figure caricaturali, rozzezza delle espressioni e volgarità nei comportamenti, politici ambiziosi e spietati pieni di bullismo politico per guadagnare consenso e potere ci hanno inondato di momenti in cui le parole non hanno corrispondono ai fatti , dove le parole hanno perso di significato.

Occorre ora valutare se esistono le condizioni, i presupposti e la volontà di affrontare i temi critici dell’Italia, tenendo presente che al di là del sovranismo folkloristico alla Papeete Beach la posta  in gioco è molto alta perchè c’è qualcosa di più, di diverso, c’è il tentativo di trasformare la democrazia italiana da una democrazia parlamentare ad una democrazia populista, allontanandola definitivamente dall’Europa.

I modelli non sono De Gasperi o Sturzo, ma Peron, Bolsonaro, Putin e Trump.

Il populismo non è solo critica delle elite, ma è anche una concezione della democrazia.

Come ricorda Finchelstein in Dai Fascismi ai populismi, il populismo non è fascismo; il primo è una democrazia autoritaria che dopo le elezioni sovrasta la legge e le istituzioni in nome di un costante e continuo contatto con il popolo, il secondo è una dittatura violenta , ma il populismo si può trasformare in fascismo.

Xenofobia, razzismo e nazionalismo sono le loro coordinate.

Occorre distinguere per essere più efficaci nella proposta politica.

Occorre comprendere che il richiamo ad un orgoglio di italiani traditi dalle elitè schiave di Bruxelles è un facile richiamo per chi è in difficoltà. Alimentare  le paure è la linfa vitale perchè  nel continuo rifuggire dal confronto con la realtà , tra realtà e percezione vince quest’ultima perché la minoranza dei diversi disagi (mancanza di lavoro, diminuzione del reddito,  precarizzazione , rischio ambientale, immigrazione non governata, concorrenza tra poveri) sommandosi è diventata una maggioranza relativa .

E’ quindi facile la promessa di un riscatto di un’Italia incompresa e sfruttata dalle classi dirigenti europee in una sorta di rigenerazione sociale . Questa sarà la prossima bandiera della Lega. Occorre prosciugare il brodo di coltura di questa politica.

Non c’è molto tempo e di fronte un paese che non cresce da troppi anni, indebitato ed impoverito, bisognoso di riforme profonde.

Sono però necessarie alcune precondizioni.

La prima: abbandonare lo stato di sovraeccitazione salviniana di esasperazione del clima sociale.

In un mondo conquistato dall’emotività, come ricorda Davis nel suo ultimo libro Stati nervosi, occorre elevare la ragione al di sopra dell'emotività.  "Un'operazione produttiva e rivoluzionaria del Settecento", "oggi quella presenza della ragione nella vita pubblica è decaduta".

In questa dinamica hanno una grossa parte di responsabilità l'informazione (troppo veloce) e quella politica che non tratta i sentimenti (per esempio la paura) con la stessa serietà delle questioni politiche.

La seconda precondizione è scartare soluzioni temporanee o dichiaratamente a termine tipo governi istituzionali per provvedimenti tampone. Meglio il voto.

Se non possiamo tollerare oltre l’ impudenza e la sconsideratezza delle scorribande politiche.

 Se non possiamo tollerare che vadano ancora oltre; per isolare, neutralizzare, assimilare e smaltire queste tossine cancerogene prima che sia troppo tardi, occorre un governo che abbia un respiro di legislatura e che , come è stato ricordato nel comunicato stampa di Argomenti 2000 passi attraverso un PATTO PER LO SVILUPPO.

Investimenti, Lavoro , Fiscalità, Scuola, ripresa di ruolo in Europa per renderla più solidale, Immigrazione, possono essere tra le tante aree di intervento forse quelle più urgenti. Solo affrontando decisamente queste problematiche è pensabile rinsaldare quel patto tra politica e cittadini che si basa sulla legittimità e sulla fiducia, solo così è pensabile di scongelare quegli elettori ritiratisi nell’astensione.

In "Illuminismo adesso" Steven Pinker ci invita ad "invertire la prospettiva". Al posto di quella che chiama la diffusa "lugubre valutazione dello stato del mondo", il docente di psicologia ad Harvard ci invita a considerare i molti aspetti positivi dell'epoca in cui viviamo. Basta partire da un modo di guardare diverso, basato, appunto, su illuminismo, scienza, ragione e progresso: "mai come ora necessitano di una difesa appassionata". I loro doni? Cibo e acqua per moltissimi se non per tutti, medicine, figli che non vengono mandati in guerra, critici dei potenti che rimangono liberi. Come massimizzare libertà, amore e conoscenza? Con l'umanesimo, nato in Italia nel XIV secolo e che proietta fin qui la sua luce benefica. Basta vederla.

Per noi cristiani oltre al contributo di pensiero e di realizzazioni c’è una ragione in più per aderire a questo invito: è la speranza cristiana che fa nuove tutte le cose.

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