Non possiamo tacere

Lunedì, 28 Gennaio, 2019

No, non possiamo tacere. Dobbiamo far sentire anche la nostra voce e risvegliare tante coscienze.

Memori di quanto diceva don Tonino Bello: «Delle nostre parole dobbiamo rendere conto davanti al tribunale della storia, ma dei nostri silenzi dobbiamo rendere conto davanti al tribunale di Dio».

Con libertà e con forza vogliamo dire che non ci sta bene la politica di Salvini e di questo governo. La vicenda della nave Sea Watch e quella della chiusura improvvisa del CARA di Castelnuovo di Porto continuano a porre all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dei migranti come argomento divisivo.

Il governo, ora che le ondate migratorie sono diminuite e dei 600.000 rimpatri non se ne vede neppure l’ombra, deve alimentare artificialmente la paura.

Manca la politica e il governo la sostituisce con il pugno di ferro: dall’esercizio autoritario dei suoi poteri nei confronti dei migranti, agli attacchi politici nei confronti degli altri stati membri dell’Unione Europea, dalla Francia alla Germania all’Olanda. Questa strategia non ha per finalità la sicurezza del paese, né tanto meno quella dei migranti, condannati ad essere ostaggio di viaggi che, dai deserti dell’Africa alle prigioni libiche fino alle acque del Mediterraneo dicono la negazione della dignità umana. Una negazione causata da guerre e povertà rispetto a cui la parte ricca del mondo, la nostra, non è senza responsabilità o colpe dirette. Una negazione rispetto alla quale l’atteggiamento del nostro governo non è solo l’indifferenza, ma l’effettiva colpevolizzazione delle vittime stesse.

Dobbiamo chiedere al Ministro degli Interni: dov’è l’integrazione per avere più sicurezza? Dov’è “aiutiamoli a casa loro” signor Ministro?  Dove sono gli aerei che tutti i giorni dovevano partire dall’Italia alla volta dei paesi di provenienza dei migranti? Quanti migranti è riuscito a distribuire ai suoi amici Orban e Kurz? Com’è finita la sua visita in Libia?  Il risultato è solo un grande fallimento! Una destabilizzazione della politica estera italiana e un isolamento che ci relega fra i peggiori!

Per questo non possiamo tacere. Non possiamo tacere di fronte alla violenza recata alla dignità di uomini, donne e bambini. Non possiamo tacere di fronte a ministri che rispetto al dramma abdicano alla politica e invece di governare la realtà scelgono la strada facile degli slogan elettorali. Non possiamo tacere di fronte ad una rappresentazione della drammaticità di questo passaggio storico che è falsa e distorta. Non possiamo tacere il bisogno di democrazia e di Europa rispondendo al quale è possibile costruire il futuro. Non possiamo tacere sull’incapacità attivare canali internazionali, coinvolgendo le nazioni unite per un progetto politico che aiuti i Paesi da cui la gente fugge. Non possiamo tacere l’urgenza che la politica torni ad occupare il suo posto, ad essere umanizzata e restituisca alla legge la sua funzione di servizio al bene e ai cittadini la speranza per un futuro migliore.

 

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