Misure d’emergenza e strutturali per un paziente in convalescenza

Giovedì, 13 Agosto, 2020

L'Italia che sta uscendo dal Covid è come un paziente che ha subito un’operazione e subito dopo è sotto antido­lorifici. Siamo arrivati nella fase in cui (sempre nell’ipo­tesi di riuscire ad evitare una seconda ondata) lentamente bisogna togliere gli antidolorifici per far tornare il paziente alla funzionalità normale e a sostenersi sulle proprie forze. Per intenderci non dovrebbe accadere che un’azienda che è tornata ad essere produttiva conti­nui ad utilizzare la Cassa integrazione (gli antidolorifici) che invece deve es­sere applicata ai settori più colpiti (ristorazione, trasporti, turismo, even­ti). È in questa situazione che arriva il decreto Ago­sto. Che contiene ancora molti elementi di “so­stegno post-operatorio” come il blocco dei licen­ziamenti, ma solo per le aziende che hanno esau­rito la Cassa integrazio­ne, il prolungamento del reddito di emergenza, il posticipo del pagamento delle imposte, la sospensione dell’Imu per strutture turistiche, una tantum per stagionali e lavoratori dello spettacolo, il sostegno alle imprese dei centri storici delle città turistiche e vari altri bonus. Importanti alcuni elementi di condizionalità sui benefìci con la proroga del versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi, prevista per soggetti che supe­rino gli indici di affidabilità fiscale.

Assieme agli interventi di emer­genza che proseguono ci sono però anche alcuni interventi strutturali importanti che vanno oltre, come l’aumento delle pensio­ni per invalidità civile al 100% da 285 a 648 euro. Un altro provvedimento strutturale di rilievo è lo sgravio contributivo del 30% sul costo del lavoro per le imprese del Mezzo­giorno che ha l’obiettivo di ridurre i divari territoriali e favorire l’emersione del sommerso. E infine passa uno dei vec­chi obiettivi del Governo: di combattere l’evasione con un premio (cashback) per chi paga utilizzando la carta di credito.

Il decreto Agosto arriva mentre impazza il dibattito sull’appropriabilità delle misure restrittive varate dal Governo per combattere la pandemia. Un dibattito surreale se guardiamo ai fatti. L’Italia è uno dei Paesi che, partendo dalla situazione dramma­tica di marzo, ha contrastato più ef­ficacemente il Covid, i dati del Pii del secondo trimestre 2020 ci dicono che per la prima volta facciamo meglio di altri Paesi Ue come Spagna e Francia. I balbettii dei Paesi con leader populisti (Brasile, Stati Uniti) nel contrastare la pandemia sono sotto gli occhi di tut­ti. Uno studio interessante di colleghi del Mit e della Federai Reserve indica come ai tempi della Spagnola le cit­tà americane che scelsero misure più severe hanno poi avuto una cresci­ta dell’economia e dell’occupazione maggiore di quelle che hanno scelto misure più leggere. Ma il paradosso della sicurezza ci ricorda che i deciso­ri politici escono sempre perdenti. Se hanno fatto troppo poco, la loro colpa è evidente. Se hanno fatto abbastanza, il problema diventa invisibile e l’opinio­ne pubblica dirà che hanno esagerato a comprimere libertà fondamentali.

 

Da Famiglia Cristiana del 16 agosto 2020

 

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