Mattarella ambientalista

Martedì, 26 Marzo, 2019

Sergio Mattarella lo ha dato come impegno ai giovani attraverso il video blog di una delle youtuber più seguite d’Italia, Sofia Viscardi: impegnarsi per la difesa del clima sulla terra, difendere la terra da quello che minaccia di stravolgere l’equilibrio sulla terra. “In realtà – ha detto amaro il Capo dello Stato - si tratta di difendere la terra dall’egoismo di chi ci vive oggi indifferente rispetto al danno di chi verrà in futuro”.

Da mesi ormai il presidente della Repubblica insiste sull’urgenza di fare qualcosa di concreto per l’ambiente. Lo ha fatto in tante occasioni diverse, ma soprattutto lo ha fatto con la coscienza dello statista che cerca di guardare lontano, mettendo da parti le meschinità della zuffa politica di giornata.

Mattarella non ha esitato a sollevare il tema anche con un interlocutore per cui era senza dubbio scomodo, il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping. “La Cina – ha detto al suo interlocutore a Quirinale – in questo campo è un paese decisivo, ma anche noi stiamo facendo la nostra parte per superare resistenze di altri paesi per l’applicazione degli accordi di Parigi e andare oltre essi, visto che sono solo una tappa”. Xi non ha potuto che annuire. Che poi il gigante asiatico agisca concretamente per ridurre le emissioni delle sue industrie nell’atmosfera è tutto da verificare.

Senza mai nominarli esplicitamente poi, Mattarella si è anche in più occasioni rivolto agli stati Uniti di Trump, che nel 2017 sono usciti dagli accordi di Parigi sulla riduzione delle emissioni nell’atmosfera.  Un comportamento giudicato lontano dalla realtà, che rifiuta di prendere coscienza dei rischi potenziali per l’intero genere umano.

Nel novembre scorso queste preoccupazioni sono state messe per iscritto in una dichiarazione congiunta firmata dal presidente della Repubblica insieme ad altri undici colleghi capi di stato dell’Unione Europea, al presidente della Confederazione Elvetica e a due primi ministri, di Svezia e Olanda: nelle intenzioni un appello forte alla conferenza COP 24 di Katowice a dare concretezza agli accordi di Parigi, e ad andare oltre. Un appello, va detto, accolto solo in minima parte, perché ancora una volta ha finito per prevalere l’egoismo dei singoli stati, che pensano sia sempre obbligo altrui prendere l’iniziativa.

Eppure riscaldamento del pianeta, innalzamento dei mari, riduzione dei ghiacciai e inquinamento atmosferico sono problemi di tutti. Anche dell’Italia? Assolutamente sì, secondo il presidente Mattarella, che ha indicato in una infinità di occasioni la cura del territorio come una priorità nazionale. E questo – ha spiegato dal palco dell’Università della Tuscia, a Viterbo – “non soltanto perché la cura del territorio salvaguarda la bellezza del nostro Paese, patrimonio riconosciuto in ogni parte del mondo, ma anche sotto il profilo economico è decisiva per il nostro sviluppo”.

I disastri provocati dall’uomo sono sotto gli occhi di tutti, alluvioni, inondazioni, frane, smottamenti. Mattarella ha voluto sottolinearli partecipando alle commemorazioni di eventi tragici come l’alluvione della Valtellina, quello della valle di Mosso nel Biellese, quello di Firenze, il Vajont o gli alberi falcidiati a milioni sull’arco alpino dalla tempesta Vaia. “Sappiamo tutti – ha spiegato sempre a Viterbo - che molte delle emergenze e delle calamità naturali sono dovute alla scarsa cura del territorio o quantomeno sono aggravate nelle conseguenze dalla scarsa cura del territorio. Quindi sotto ogni profilo, anche economico, per il nostro Paese la cura del territorio è un tema centrale, prioritario”.

Si tratta di consegne precise alla classe politica, a chi cioè è chiamato ad assumersi responsabilità di governo. Sia chiaro però che soccorrere chi viene colpito da eventi luttuosi e drammatici per Mattarella si inserisce nei doveri più stringenti della comunità nazionale, se comunità si vuole definire per davvero. Stiamo parlando dei disastri naturali, figli dei cambiamenti climatici, dei fatti che discendono dall’incuria dell’uomo, o da eventi imprevedibili, come i terremoti. Non a caso nel discorso di Valle Mosso ha affermato: “Lo Stato c’è, deve esserci, ci sarà sempre ancora, laddove si manifestassero situazioni di precarietà e di pericolo”.

Nessuno deve essere lasciato solo nella disperazione, quindi, anche se la prevenzione, è convinzione del Capo dello Stato (e non solo sua), costa assai meno di dovere poi intervenire per sanare i disastri frutto dell’incuria dell’uomo.

 

 

                    

    

 

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