Lettera aperta a Emiliano sulla sanità in Puglia

Mercoledì, 20 Giugno, 2018

Caro Presidente,
L’annuncio apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 Aprile del direttore dell’Agenzia Regionale della Sanità (ARES) di un “Nuovo Modello Assistenziale” basato sui benefici concreti prodotti al paziente viene salutato positivamente e va evidenziato.
Merita, perciò, a mio giudizio, l’apertura di un largo confronto tra le Forze Sociali e Politiche e il Mondo Medico e se è possibile esteso a tutti i cittadini, destinatari del Nuovo Modello, al fine di offrire al Consiglio un conforto democratico e varare un servizio sanitario responsabile e condiviso.
Ed è il senso di questa lettera aperta che punta a segnalarti l’urgenza di avviarlo, specie in un settore delicato come la Sanità costantemente in fibrillazione. Dall’altro canto urge discuterlo perchè il tempo nella salute non è una variabile indipendente, anche se non è la prima volta che la Puglia viene chiamata ad esprimersi sulle Novità assistenziali, organizzative o scientifiche, che ciclicamente continuano a presentarsi, fortemente.
Consapevole che tutto intorno a noi e dentro di noi è in perenne metamorfosi e che l’uomo è nato per il cambiamento. Per’ altro c’è da dire che la sanità è sempre andata alla ricerca di Nuove Cure e di nuovi finanziamenti. Ed è quello che sta per
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accadere alla Sanità regionale pugliese. La Prima tra le Regioni pronta a recepire le indicazioni del Sistema Sanitario Nazionale relative ad una nuova “Governance” finalizzate ad una efficace prestazione Sanitaria e ad una più appropriata regolamentazione dal rapporto Pubblico-Privato.
L’agenzia Regionale per la salute ha dichiarato di aver concluso gli studi e i progetti per un Nuovo Modello basato sul valore effettivo della Prestazione sanitaria, erogata al Cittadino e non più su meri rimborsi previsti per singoli esami.
È una vera rivoluzione, che va accolta positivamente, perchè il servizio sanitario Regionale intende farsi carico dell'intera condizione clinica dell'ammalato e dell'intero Ciclo di cure necessarie. È opportuno, a questo punto, ripercorrere le tappe attraverso una breve storia dei diversi cambiamenti che hanno segnato la Sanità Nazionale e Regionale per meglio interpretare la Nuova Strategia, che qui di seguito vado a tracciare:
• Il primo riferimento da ricordare è legato alla nota legge 833/80, in parte superata, che aveva sancito la universalità dell'Assistenza Sanitaria;
• È venuta, poi, negli anni successivi un'altra riforma, che ha previsto la istituzione dei Livelli Essenziali di assistenza (LEA);
• Nasce in contemporaneo, però, un nuovo modello organizzativo che porterà all'aziendalizzazione della Sanità con meno prestazioni in quanto condizionati ai Bilanci delle Regioni, sempre più indebitate;
• Si arriva di conseguenza ad essere chiamati dal Ministero della Salute ad elaborare i Piani Sanitari Regionali, sottoposti alla sua approvazione che impone la chiusura dei piccoli ospedali e la specializzazione dei Grandi;
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• Si assume l'impegno di destinare la relativa spesa ricavata al territorio, al potenziamento dei Distretti e dei Poliambulatori e alla istituzione e delle Case della Salute.
Va detto che il vigente servizio sanitario Regionale, pur in presenza di miglioramenti e di alcune eccellenze a macchia di leopardo in generale ha registrato risultati complessivamente ancora deludenti: le liste di attesa sono sempre più lunghe , con la previsione di tempi differenti tra le Regioni e all'interno delle stesse e nei diversi distretti; accade, spesso, che per carenza di personale sanitario e specialistico i cittadini della Murgia si rivolgano in particolare alla vicina Matera e quelli pugliesi ad altre Regioni. Sono gli stessi cittadini, sempre in attesa di conoscere quando arriveranno i primari che mancano all’Ospedale della Murgia “F. Perinei” e quando si procederà a decongestionare la struttura ospedaliera della città di Bari.
È, ancora, aperta la questione dell'Assistenza Domiciliare priva di una efficace ed adeguata Programmazione. Il sistema attuale dell'emergenza-urgenza ha bisogno di inquadrare i punti di Assistenza all'interno del 118; così come va rilanciata l'azione dei medici di base e dei pediatri che sono parte fondamentale ed integrante dello stesso. Particolare attenzione va rivolta alle guardie mediche da assicurare, soprattutto, nei territori sguarniti di ospedali.
A fronte di questo quadro complesso è molta l’attesa, dunque, verso questo nuovo modello e fa bene la Puglia ad essere pronta a recepire la proposta di Innovare il sistema, convinta che è la strada obbligata per allontanare lo spettro di una crisi irreversibile. Per' altro il nuovo modello è stato accreditato sia dall'Istituto Superiore della Sanità che dal Ministero della Salute, che hanno evidenziato la presenza di alcuni fattori
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negativi in crescita che potrebbero far saltare l'attuale sistema e sono: l'invecchiamento della popolazione, l'aumento di Patologie cronache, la maggiore invasione delle malattie infettive e l'inarrestabile incremento dei costi generali dell'intero Sistema sanitario Nazionale.
Questa strada, dunque, và percorsa e sarà il vero banco di prova della Regione Puglia in quanto coerente ed in linea con il progetto rivolto alla umanizzazione degli Ospedali, che, come è noto, obbliga tutte le strutture Pubbliche e Private al dovere di farsi carico dei bisogni del cittadino. Infatti la Puglia con questo progetto si farebbe carico delle cronicità dei Percorsi diagnostici e terapeutici riferiti all'area oncologica, a quella neurodegenerativa, alla malattia rara perchè metterebbe in sinergia tutti gli attori per migliorare la qualità e ottimizzare i costi generali.
È un passo importante che, mi auguro, da parte dell'ARES venga fatto in modo ufficiale e che spero trovi il Presidente Emiliano, sensibile qual' è, pronto a recepirlo per poterlo attuare con urgenza nella nostra Regione.
Grato per l'attenzione.
Altamura Giugno 2018
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Con viva cordialità,
Prof. Pepe Pietro

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