La previdenza. Un cantiere in progress

Da ciò che è emerso dal confronto Governo e Sindacati sui temi previdenziali e dai diversi commenti e dichiarazioni sembra che l’intelaiatura degli interventi sia definita ma che molti aspetti siano ancora aperti e non del tutto trascurabili.
Ad oggi però si possono fare alcune considerazioni.
Inanzi tutto quali sono le linee guida cha hanno orientato il governo.

L’intervento è strutturato lungo le seguenti direttrici:

1. Attuare la flessibilità per tutti senza mettere in discussione la legge Fornero
2. tutelare maggiormente le fasce più deboli
3. minimizzare il costo per le casse pubbliche.

Cioò detto conseguentemente gli interventi si concentrano sui seguenti aspetti:

1. La quattordicesima .
Viene alzato il tetto per averne diritto dagli attuali 700 euro ai 1.000 euro.
Si tratta di oltre 1,2 milioni di persone in più. Ma il principio che viene seguito, e questo è un fatto importante di equità, è quello contributivo. In altri termini non tutto settemb ma l’erogazione sarà differenziata in base ai contributi versati.
E’ questo criterio importante per proseguiré in quella faticosa strada di separare gli interventi assistenziali da quelli previdenziali.

2. L’anticipo pensionistico APE

L’anticipo è di 3 anni e 7 mesi, cioè si può richiedere l’anticipo al compimento del 63 esimo anno di età. Può essere flessibile anche l’ammontare anticipato e cioè si può chiedere una percentuale del trattamento pensionistico che si ritiene necessario fino al 95% dell’assegno pensionistico. Si può integrare con parte della pensione integrativa maturata con i fondi pensionistici RITA. Tutte le categorie di lavoratori possono accederé all’APE.
Semplificando la penalizzazione è del 5% , 50 € ogni mille euro per anno di anticipo ( si può anticipare fino a 3 anni e 7 mesi)a cui dovranno essere sommati gli interessi bancari ed assicurativi.

Il costo è diverso a seconda delle situazioni. Si tratta di tre tipologie.

a.) APE sociale non avrà costi per tutti coloro che hanno un reddito pensionistico non superiore ai 1.200 euro netti mensili e che appartengono a categorie come i disoccupati, gli inabili ,gli addetti ai lavori usuranti. L’esatta descrizione delle categorie e del reddito, si parla anche di innalzare a 1.650 euro netti mensili, non è ancora definita .
Di fatto al compimento del diritto alla pensione secondo la legge Fornero la penalizzazione sarà effettivamente azzerata solo se detraibile e non solo deducibile in dichiarazione dei redditi. Anche qui non è ancora chiaro.
Questo aspetto è certamente apprezzabile per il forte contenuto solidale che incarna.

b) APE a seguito di ristrutturazione aziendale sarà a carico dell’azienda con un costo del 40%.

c) APE volontaria

in questo caso i costi sono a carico del richiedente. Questi costi non sono ancora totalmente precisati. Si parla dei 50 euro ogni 1000 euro per anno di anticipo , ma questa è solo la cosiddetta quota capitale. Salvo che il governo abbia in mente di rendere detraibili i costi finanziari e assicurativi. Per ora non è noto.
Infatti poichè dovranno essere calcolati gli interessi e i costi assicurativi, non è ancora trapelato quale sarà il tasso di interesse applicato, se fisso o variabile , quale il costo assicurativo. Si tratta di aspetti tutt’altro che trascurabili. Dalle prime simulazioni i costi di restituzione sfiorerebbero il 27% dell’assegno pensionistico diventando un pesante decurtamento della pensione.
Rischia di fare la fine del TFR anticipato , del part time pensionistico.
In altre parole si tratta di provvedimenti che penalizzano talmente ed eccessivamente chi vi vuole accederé che questi non li utilizzano.
Viene il sospetto che siano pensati per ridurre la platea dei richiedenti , salvo poi arrivare al paradosso che un ministero, nel caso quello del lavoro, spende soldi pubblici in campagne pubblicitarie per sostenere il part time pensionistico!

Restano inoltre aperti i temi relativi all’ottava salvaguardia, il cumulo gratuito dei contributi, il blocco dell’aumento dell’aspettativa di vita per gli addetti ai lavori usuranti, la no tax área per i pensionati da equiparare ai dipendenti, la valutazione dell’Opzione Donna e dei risparmi realizzati per rivalutare la prosecuzione del provvedimento.

Si tratta come si vede di tanti temi che dovranno necessariamente arrivare ad una precisazione nei prossimi giorni e settimane.
Indubbiamente la crescita lenta , i vincoli di bilancio non aiutano , ma la strada intrappresa è faticosa ma corretta. In questa situazione resta solo la sconsolante considerazione che purtroppo l’equità non è stata sempre perseguita. Non tutti hanno contribuito a salvare la comunità sociale , diverse categorie come quella dei militari si è imboscata .

Resta il fatto che anche da come verrà definito questo intervento necessario e imprescindibile dipenderà un rafforzamento o indebolimento del rapporto tra cittadini ed istituzioni.

Perchè come ha ricordato Draghi in occasione del premio Alcide De Gasperi :

“La ragione ultima di esistenza di un governo consiste nell’offrire ai
propri cittadini sicurezza fisica ed economica e, in una società
democratica, nel preservare le libertà e i diritti individuali insieme a
un’equità sociale che rispecchi il giudizio degli stessi cittadini. “

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