La newsletter di Agosto

Giovedì, 13 Agosto, 2020

Cari amici,

siamo in estate. Certo un’estate un po’ particolare ancora sotto l’impressione di ciò che ha scatenato la pandemia e di ciò che comporta in queste settimane e di quanto ci aspetta nei mesi che verranno.

Vi debbo un aggiornamento, infatti non siamo stati fermi in questi ultimi mesi:

  • Il sito. come avete potuto vedere, è stato alimentato con continuità da interventi di buon livello. Il fatto che si fosse di più in casa ha aumentato i contatti e la disponibilità a scrivere, rivelandoci un modo di fare associazione che in precedenza avevamo poco valorizzato. Si tratta di continuare.
  • Stanno operando anche due gruppi di confronto a distanza, sul tema della scuola e su quello della sanità, da cui attendiamo due documenti da mettere sul sito come utile base di discussione.
  • L’attività sul territorio. Con il sistema delle videoconferenze ci siamo collegati con quasi tutte le regioni italiane, nell’insieme gli incontri online delle regioni hanno visto la presenza di circa 400 persone; l’obiettivo è quello di intensificare i contatti attraverso due modalità: una mappatura della rete degli amici su base regionale, con l’invito a trovare altri contatti in località dove finora non abbiamo riferimenti; e la stesura di un documento politico sulle singole regioni, non tanto per aumentare i testi scritti, quanto come metodo per coinvolgersi nella cultura politica, per formulare un giudizio sulla situazione locale e per elaborare proposte.

Mancano solo tre regioni per completare il giro e in tanti hanno già messo mano al documento producendo delle bozze che ora saranno integrate e potranno servire da utile base per momenti pubblici, laddove possibile, o per ulteriori momenti in webinar. Le Marche hanno già tenuto un primo incontro in presenza (sabato 1° agosto a Loreto) sul tema “Quale futuro per le Marche? Il contributo del cattolicesimo democratico”. All'iniziativa ha partecipato il Card. Edoardo Menichelli, Arcivescovo emerito di Ancona-Osimo. È stata l’occasione per presentare il documento politico regionale di cui trovate la sintesi tra gli “Argomenti di Argomenti”.

Sempre sul livello regionale segnalo il bel risultato ottenuto dall’iniziativa del gruppo di Argomenti di Senigallia che ha portato all’approvazione di una legge regionale (legge n. 31 del 23 luglio 2020 recante Disposizioni in materia di partecipazione all’elaborazione e alla valutazione delle politiche pubbliche). Un bel modo di fare politica e perché no? Un bel modo di fare “Argomenti”. Chi fosse interessato può chiedere un contatto attraverso info.cerses@gmail.com per promuovere iniziative analoghe sul suo territorio.

  • Sul piano nazionale, con la videoconferenza del 1° giugno scorso, che ha avuto per tema “Quali valori per il futuro del Paese e dell’Europa” e a cui hanno partecipato Agnese Moro, Matteo Truffelli, Nicola Antonetti, Giulio Conticelli e David Sassoli, abbiamo avuto modo di offrire un confronto largo avendo in linea centinaia di amici. È anche questo uno strumento che attiveremo nelle prossime settimane, magari proprio in vista delle consultazioni di settembre.
  • Prosegue anche il lavoro di integrazione del Libro Bianco, della cui redazione è responsabile Riccardo Saccenti, con cui vorremmo sviluppare ulteriormente l’elaborazione politica già avanzata nei contenuti. L’idea è quella di integrare il testo con il frutto dei lavori dei due gruppi su scuola e sanità e fare tesoro anche delle esperienze regionali che sono partite. L’obiettivo è quello di presentare una versione ulteriormente estesa e articolata del Libro Bianco in autunno, avendo come interlocutori parlamentari, politici, realtà sindacali ed economiche, culturali e sociali.

 

Dopo gli aggiornamenti consentitemi di richiamare ancora quattro punti:

REFERENDUM

Il prossimo 20 e 21 settembre si voterà oltre che per le amministrative anche per il referendum che dovrà decidere se confermare o meno la riforma approvata in via definitiva dalle Camere lo scorso 8 ottobre, che prevede il taglio, a partire dalla prossima legislatura di 345 parlamentari. Come associazione stiamo riflettendo (ed anzi sollecitiamo il contributo di ciascuno di voi) sulla posizione da prendere.

Indicativamente il taglio, accettato forse con una certa superficialità dal PD al momento del varo del governo Conte-bis, se da un lato può apparire un inizio di soluzione rispetto le necessarie riforme istituzionali, dall’altro mostra una marcata adesione alla logica grillina che sa di antipolitica e in sostanza di disprezzo della democrazia parlamentare. Ciò che è grave poi è che a poche settimane dal referendum non vi sia consenso su quelle necessarie modifiche che andrebbero a bilanciare il taglio numerico secco. In questo senso desta preoccupazione un PD che non sembra capace di esprimere una posizione chiara riguardo alle riforme istituzionali da sostenere, riguardo al modello di Repubblica – prima ancora che di legge elettorale – su cui avviare una discussione e far maturare, nel paese, un consenso ampio. L’impressione che emerge è quella di un partito la cui identità si fa via via più impalpabile, privo di una capacità dialettica interna e in cui è difficile riconoscere la direzione politica.

Il quadro politico che ha prodotto la riforma costituzionale mostra analogie con la riforma Berlusconi del 2005 (bocciata con il referendum del 2006). Al di là della retorica della semplificazione manca un disegno compiuto di riforma delle istituzioni dello Stato, della distribuzione delle competenze fra i diversi livelli istituzionali e soprattutto manca una matura riflessione sulla democrazia nel XXI secolo, che dovrebbe invece essere il necessario presupposto per qualsiasi processo di modifica dell’assetto costituzionale della Repubblica. Soprattutto, la proposta del taglio dei parlamentari cade in un quadro politico che non ha nemmeno incardinato una discussione parlamentare riguardo al riordino delle istituzioni repubblicane e alla salvaguardia del sistema democratico. Si aggiunga che la proposta di ridurre la capacità rappresentativa del parlamento (perché a questo porta la riduzione del numero dei parlamentari) si verifica dentro un quadro nel quale la riforma delle provincie della passata legislatura ha eliminato uno dei livelli di rappresentanza democraticamente eletta dai cittadini, senza alcuna compensazione di carattere istituzionale. Quello che dunque sembra configurarsi è un significativo indebolimento della democraticità diffusa che invece dovrebbe innervare i vari ambiti della vita repubblicana.

Il clima di questi giorni, alimentando il disprezzo verso la classe politica inadeguata, porta benzina all’unico strumento che i cittadini possono trovarsi in mano e cioè il referendum, spingendo verso la penalizzazione della politica. Tra i 27 Paesi europei l’Italia si colloca al quartultimo posto per il rapporto popolazione/eletti. Se la riforma passasse salirebbe al vertice della classifica avendo il rapporto più alto tra parlamentari e popolazione. Un fatto questo che andrebbe a nuocere al sistema di rappresentatività richiedendo tra l’altro numeri più alti alle forze minori per eleggere una propria rappresentanza; riducendo ed eliminando la presenza delle regioni più piccole.

Certo l’esperienza della riforma voluta da Renzi, in cui il taglio numerico (in quel caso di una sola Camera) era inserito in una riforma più complessiva, può lasciare sul terreno un argomento: se una riforma più generale non passa cominciamo almeno da questo risultato ma si tratta di una magra consolazione.

Di contro vi sono tutti gli argomenti che ci riportano alla crisi della politica e ai rischi delle scorciatoie demagogiche che, indebolendo il criterio della rappresentatività, apre la strada a derive pericolose. Sono alcune note utili per aprire il dibattito anche tra noi e per giungere a fine mese ad una nota politica.

 

RESPONSABILITÀ

Sulla crisi politica siamo tornati più volte. Così come sull’inadeguatezza della classe dirigente, dovuta anche alla inconsistenza dei partiti e della selezione che in essi dovrebbe avvenire… Un motivo in più per impegnarsi, a partire dalle realtà locali, a sostenere esperienze virtuose.

Ha notato Iasevoli su Avvenire come sia necessario rimettere in piedi, chilometro dopo chilometro, il ponte che unisce politica e responsabilità per bilanciare il rapporto tra stato e cittadini. È una necessità di cui avvertiamo l’esigenza anche in queste ore in cui i mezzi di informazione ci restituiscono l’immagine di una classe politica fatta da “furbetti” (ma la parola è evidentemente un diminutivo rispetto la realtà) che non riescono a rinunciare ad approfittare di quei provvedimenti che sarebbero a chi ha un effettivo bisogno.

Non c’è che dire nel prossimo settembre, con le due consultazioni ci troveremo a misurarci con alcuni nodi delicati di questa fase storica.

 

CATTOLICI, POLITICA ED ELEZIONI AMMINISTRATIVE

La difficoltà di trovare una voce adeguata con cui esprimersi politicamente fa sì che, con maggior rilievo che in passato, in occasione delle prossime amministrative si presentino liste, in senso lato civiche, schierate con il centrosinistra ma dotate di una certa autonomia. Un’esigenza che va incontro soprattutto a quei cittadini che altrimenti farebbero fatica ad esprimere un voto. Un fenomeno da guardare con attenzione, per la risposta che offre e più ancora per la domanda drammatica cui va incontro. Alcune di queste esperienze ci riguardano da vicino.

Il caso della lista presente alle regionali della Campania “Per. Persona e comunità” che mette insieme persone della società civile della Campania tra cui alcuni amici che partecipano anche ad Argomenti2000. Peppe Irace, coordinatore della lista, dichiara che non si tratta di una scelta identitaria ma che si tratta di parlare con persone di buona volontà alla luce della dottrina sociale della Chiesa, della attenzione per l’ecologia e della sensibilità verso gli ultimi. Tentativo da condividere e da sostenere. In altre regioni, come ad esempio in Puglia, ben due amici di Argomenti, Debora Ciliento e Onofrio Losito, si candidano in due diverse liste a sostegno del centrosinistra. Anche in questo caso condivisione e sostegno. Nelle prossime settimane pubblicheremo sul sito dei loro articoli di presentazione. In altre regioni la situazione si presenta più difficile e non sono riconoscibili, al momento, candidature.

Autonomamente si muove la lista Demos secondo il già sperimentato rapporto con il PD: all’orizzonte si prospetta per il prossimo ottobre la costituente di una nuova forma partitica promossa da “Insieme”.

Che dire? Da parte nostra si è sempre avuta attenzione alla possibile presenza dentro contenitori plurali, pur con le oggettive difficoltà sperimentate. D’altro canto abbiamo sempre prospettato più di una perplessità di fronte alla tentazione di costruire soggetti politici identitari che sovrappongono e rischiano di confondere l’essere cattolici con l’adesione al partito. Resta aperta la questione di fondo di un maturo rapporto dei cattolici italiani con la politica e la democrazia in questo inizio di XXI secolo nel quale sono venute meno le grandi famiglie che hanno fatto la cultura politica del secolo scorso e la stessa democrazia è oggetto di mutamenti profondi tanto sul piano procedurale quanto su quello sostanziale. Rispetto a tutto questo occorrerebbe un di più di maturità politica da parte dei cattolici che ancora stenta ad esprimersi e che rischia di rendere debole e fragile ogni tentativo, pur lodevole, di impegno attraverso partiti “cristianamente ispirati”.

 

APPUNTAMENTI IN VISTA

Infine confermiamo un appuntamento. Sicuramente nel prossimo autunno, in ipotesi in un sabato di ottobre, ci convocheremo per la IV Costituente delle Idee. Non siamo ancora in grado di dire se a Roma in presenza o ancora in web, ma importante è sapere che l’appuntamento c’è e sarà il modo per dire la nostra sul quadro politico in un passaggio delicato. L’autunno che ci aspetta si presenta con più di una preoccupazione e con il rischio che la crisi politica prenda le forme di una drammatica crisi sociale quando saranno terminati gli effetti del blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione in deroga. Occorrerà allora avere le idee chiare sul da farsi, idee che dovrebbero essere chiare anche oggi. Ci possiamo chiedere: siamo sicuri che gli aiuti, che i fondi europei, vadano nella direzione di guidare e rendere possibile la ripresa e lo sviluppo e non solo di un temporaneo intervento tampone? La prospettiva è ben diversa.

Al di là di ogni allarmismo dobbiamo essere preparati a dire una parola e ad offrire contenuti e proposte spendibili.

Intanto godiamoci qualche giorno di riposo in modo da riprendere con più energia il nostro cammino

Un caro saluto anche a nome degli altri amici con cui condividiamo le responsabilità dell’associazione.

Ernesto Preziosi

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