La democrazia, il referendum e i topi

Martedì, 8 Settembre, 2020

Nel lontano 1968 la casa editrice Mondadori pubblicò una raccolta di 31 racconti “storie di magia quotidiana” di Dino Buzzati dal titolo la Boutique del Mistero.

Tra questi racconti ve ne è uno in cui la famiglia Corio, presso la quale l’amico trascorreva alcune settimane di vacanza, viene progressivamente invasa dai topi.

Prima un minuscolo topo sguscia tra le gambe e impaurito va a nascondersi. Sì ogni tanto qualche topo gira…è piccolissimo non vale la pena di preoccuparsene. L’anno successivo compaiono due gatti, ma non per i topi . In cucina c’è ogni ben di Dio. L’anno dopo i gatti sono terribilmente dimagriti, non per il cibo , ma a causa dei topi che da alcune unità sono diventate un centinaio e anche molto aggressivi.

Qualcosa bisogna pur fare, ma i Corio non si decidono mai.

L’anno seguente il rumore in solaio è infastidente e non lascia dormire. Ma non prendete nessun provvedimento? Ma quali topi? In casa non ci sono topi, saranno gli spiriti. In realtà sono topi diventati grandi come mostri e hanno fatto fuori i gatti.

Corio ora ha paura e non prende provvedimenti perché li teme anzi è meglio non provocarli, è meglio non mettersi decisamente contro. A volte gli passa una salamella.

L’ultimo anno in cui l’amico fu ospite scoprì che i topi erano diventati milioni  e ora i Corio non possono più invitare il loro amico. Anzi corrono voci in paese che nessuno esca più dalla villa che mani pietose lasciano viveri al limitare del bosco e che i Corio vivono come pezzenti schiavi dei topi. “ Non datevi pensiero. E’ troppo tardi. Per noi non ci sono più speranze”.

Che c’entrano i topi con la democrazia? C’entrano perché una democrazia mal gestita e mal governata alimenta progressivamente la sua decadenza. Prima in modo impercettibile e poi in modo irrimediabile.

La vicenda del referendum confermativo è solo l’ennesimo episodio indicatore della gravità della situazione italiana. Politica che ormai da decenni  sopravvive di tatticismi ed espedienti  privi di ogni visione strategica.

Forse pochi ricordano che la modifica del numero dei parlamentari è stata approvata dal Parlamento con maggioranza bulgara ben oltre quanto previsto dalla costituzione .

L'8 ottobre 2019 l'Assemblea della Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale A.C. 1585-B cost., già approvata in seconda deliberazione dal Senato, che riduce il numero dei parlamentari previsto dalla Costituzione a 400 deputati e 200 senatori elettivi.

Se siamo in una repubblica parlamentare qual’ è il motivo di ricorrere ad un referendum confermativo non obbligatorio? Semplice, non interessa il futuro della nazione, siamo al  puro tatticismo politico. Lo promuovono due forzisti(sic!) e un dem (sic!) esponenti di partiti che hanno approvato la modifica costituzionale. I partiti sono ormai pieni di parlamentari schegge impazzite. La raccolta delle 64 firme di parlamentari per ottenere il referendum è una tragica comica. Chi firma, chi ritira la firma, in zona cesarini arrivano finalmente a 71 firme.

La palla ai cittadini! Evviva ! e allora si ritorna alla casella zero, ripartono i dibattiti fra il disinteresse generale solo 1 su 3 sa che c’è il referendum, il 56% degli italiani ha a mala pena raggiunto la terza elementare, non ha gli strumenti per valutare complesse questioni istituzionali .  e quindi come reagirà? Per semplificazione: se meno parlamentari costano meno allora meno parlamentari , tanto a cosa servono molti sono anche assenteisti? . Inoltre la pandemia ha portato gli italiani a pensare ad altre priorità piuttosto che occuparsi di un referendum bislacco prodotto da un parlamento eunuco. Ma non importa . Via la carrellata di scafati politici che con una leggerezza inusitata sostengono che è necessario ciò che hanno contrastato solo pochi anni fa. Altri che giustificano la loro posizione sulla base della loro pluriennale esperienza dimostrando in fondo l’inutilità della riforma. Poi partono gli schieramenti delle forze cammellate dei costituzionalisti adeguatamente divisi negli opposti schieramenti come i virologi. Troppo rumore per nulla direbbe William Shakespeare.

Questo referendum è utile solo alle speculazioni politiche.

Ormai sono parecchi decenni che lo stato è a pezzi alimentato solo da una burocrazia che si autogiustifica nella interpretazione della normativa elefantiaca che produce , governi e parlamenti ( al di là delle personali buone intenzioni di alcuni politici) senza visione, producono liste della spesa per tamponare emergenze o accontentare clientele, quando sarebbero necessari programmi di ampio respiro.

Incapaci nemmeno di ipotizzare governi ampi come furono quelli della cosiddetta solidarietà nazionale, e di quanta solidarietà ci sarebbe bisogno! La proposta di una nuova  Assemblea Costituente avanzata da Argomenti va in questa direzione , è politica alta, troppo alta per i nostri politici?

Alcuni ed io fra loro, si sono per un momento illusi che la drammaticità della pandemia avrebbe riportato il buon senso e la responsabilità del buon padre di famiglia nei politici. Speranza scioltasi come neve al sole nel breve volgere di qualche settimana.

L’individualismo particolaristico e rissoso costante della scena politica italiana ha prontamente prevalso in un clima di campagna elettorale. Non meraviglia se la fiducia degli italiani nella politica è al 4-5%. Cioè inesistente. L’astensionismo è a livelli di guardia.

I topi crescono ed ingrassano. Il debito è ormai al 160%. Le imprese, quelle che ce la fanno, cercano, per sopravvivere, sempre  più di trovare sbocchi su mercati esteri perché quello italiano è asfittico.

Per non parlare dei giovani… della scuola…..

Da  alcuni giornali si invoca l’urgenza di una classe dirigente “AAA cercasi classe dirigente urgentemente!” . Ma le classi dirigenti non si fanno per decreto o per concorso, ci vogliono anni di lavoro responsabile, di formazione adeguata e di selezione .

In questa situazione nelle attese che fra dieci anni si affacci una classe dirigente degna di questo nome, l’unica nostra speranza è il vincolo esterno. Per fortuna c’è l’Unione Europea. Per fortuna c’è il vincolo esterno che ci impone di fare progetti di ampio respiro per ottenere i finanziamenti da cui non possiamo fuggire. E’ una situazione di non grande gratificazione per gli italiani , ma purtroppo dobbiamo amaramente constatare che non riusciamo ad impostare le riforme e i cambiamenti necessari in un clima di responsabilità civile.

Mentre qualcuno  costringe i Corio  a combattere e sopravvivere ai topi, sapranno i Corio reinventare il proprio futuro ed ammodernare il paese ridando speranza ai suoi cittadini? Ma anche per questo compito il tempo non è infinito.

 

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