Il Ricordo di La Pira

 
Il 5 novembre 1977 moriva Giorgio la Pira. IL "sindaco santo".  
Sono passati 40 anni!
Pensare di essere consigliere comunale in quegli stessi scranni in cui ha vissuto lui, mi da sempre una emozione forte e un grande senso di inadeguatezza. 
Spesso Giorgio La Pira è citato come "icona" di coloro che sono amanti dei poveri, della giustizia, della pace. Ma credo che il vero LA PIRA, quello più profondo e autentico lo si possa ricavare da questa pagina del giornalista Vittorio Citterich che lo accompagnò nel suo viaggio in RUSSIA. Ecco il racconto di una parte del discorso  che fu pronunciato davanti al SOVIET SUPREMO.
Da considerare che siamo durante la guerra fredda, che La Pira fu il primo politico occidentale che riuscì a passare la "cortina di ferro" e che la Russia perseguitava i religiosi attuando l'ateismo di stato.... da brividi.
Ed ecco finalmente l’incontro con il Soviet Supremo. La Pira esordì dicendo: «Signori, io sono un credente cristiano e dunque parto da un’ipotesi di lavoro che, per me, non è soltanto di fede religiosa ma razionalmente scientifica. Credo nella presenza di Dio nella storia e dunque nell’incarnazione e nella resurrezione di Cristo dopo la morte in croce; credo che la resurrezione di Cristo è un evento di salvezza che attrae a sé i secoli e le nazioni. Credo dunque nella forza storica della preghiera. Quindi secondo questa logica ho deciso di dare un contributo alla coesistenza pacifica Est-Ovest come dice il Signor Krusciov, facendo un ponte di preghiera fra Occidente e Oriente per sostenere, come posso, la grande edificazione di pace nella quale tutti siamo impegnati. C’è chi ha le bombe atomiche, io ho soltanto le bombe della preghiera, e siccome ogni ponte ha due piloni, sono andato prima nel santuario occidentale di Fatima, dove la Madonna ha promesso la pace collegandola alla tradizione cristiana della Russia e poi mi sono recato, l’altro ieri, giorno dell’Assunta nel vostro tradizionale santuario della Santissima Trinità a Zagorsk a pregare sulla tomba di san Sergio e sotto le icone del vostro più grande agiografo Andrey Rubliov, parente spirituale del Beato Angelico della mia Firenze. Dunque, Signori del Soviet Supremo, il nostro disegno architettonico, deve essere questo: dare ai popoli la pace, costruire case, fecondare i campi, aprire officine, scuole e ospedali, far fiorire le arti e giardini, ricostruire ovunque le chiese e le cattedrali. Perché la pace deve essere costruita a più piani, a ogni livello della realtà umana economico sociale, politico, culturale, religioso. Soltanto così il nostro ponte di pace tra Oriente e Occidente diventerà incrollabile. E così lavoreremo per il più grande ideale storico della nostra epopea un pacifico tempo di avvento umano e cristiano» (discorso citato in Un santo al Cremlino di Vittorio Citterich, Edizioni Paoline 1986).
 
di Massimo Fratini  
Consigliere comunale a Firenze 

 

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