Il rancore non vincerà

Il rancore, il sentimento di quanto è marcito nel cuore delle persone lasciate indietro da uno "sviluppo" economico e da cambiamenti sociali radicalmente contrari alla giustizia ed all'inclusione sociale, non vincerà. Il "lutto per quello che non è avvenuto" (Baudrillard) che domina questa epoca buia, accompagnato dalla politica che culla, stimola e nutre il rancore sociale che ne rappresenta il brodo di coltura. Ho incontrato Giorgio De Rita, figlio del mio Maestro, il grande Giuseppe De Rita. Dal nostro scambio ho derivato, oltre ai ricordi, anche la convinzione che si riapriranno i tempi per risposte di lungo periodo. Non saranno i miserabili "bonus" renziani o l'assurda ed ignorante cattiveria di adessi contro i migranti ostaggi dei nuovi (si fa per  dire) arrouffapopolo ( poi si fanno infinocchiare da gente che sa quel che fa, come Macron), non sono state e non saranno queste,  le risposte che risolvono i problemi, ma una stagione di diritti, di responsabilità, di opportunità che pongono in condizione di essere cittadini responsabili. Non saranno le risposte "immediatiste" a fare la differenza, perché esse sono alla moda, ma non risolvono niente. Nessuno ricorderà gli attuali fragili protagonisti della tragicomica scena politica. Lo spero, almeno.

di William Cerritelli

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