I luoghi sacri in Medio Oriente

La risoluzione dell’Unesco sui luoghi santi del Medio Oriente denominati in arabo è manifestamente ingiusta.  La risoluzione, votata a maggioranza, dichiara in sostanza che il luogo sacro ha legami culturali solo con l’islam e mette in dubbio il carattere ebraico del Muro del Pianto, la parte occidentale della Spianata. 

Questo fatto è grave in se, è inconcepibile in un quadro di rispetto e dialogo interreligioso che va sempre favorito e promosso e offre anche l'occasione per mettere in dubbio l'utilità, troppo spesso strumentale, delle mozioni, vuoi che siano fatte dall'ONU o che vengano, come in questo caso, dall’Unesco. Si potrebbe dire che se questi organismi non superano il gioco dei veti e delle mozioni di parte, finiranno per perdere definitivamente quel ruolo che già oggi risulta alquanto debole.

 Il documento presentato dai palestinesi insieme ad Egitto, Algeria, Marocco, Libano, Oman, Qatar e Sudan, è stato approvato con il voto contrario di Usa, Germania, Gb, Lituania, Estonia, Olanda e con l’astensione del rappresentante italiano.

Scelta giustamente criticata dalla comunità ebraica.

 «E’ stato fatto un errore - ha riconosciuto Renzi - la Farnesina ed il governo sono andati in automatico» con «una posizione presa da tanti anni, non ex novo», ma questo «non vuol dire che non sia arrivato il momento di cambiarla».  

Si, è il caso di farlo. 

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