Dopo i fatti di Bitonto

Anno nuovo con il sincero desiderio di porgere a tutti, senza distinzione, auguri. Ma tutti vorranno perdonarmi se dopo gli auguri non riesco a nascondere il malessere per quello che è accaduto nella nostra città nei giorni ultimi del 2017.
Un episodio che ha risvegliato molti di noi mentre eravamo impegnati in un reciproco scambio di auguri. Spesso auguri formali, ma necessari per mantenere gli indispensabili rapporti umani. Un omicidio che ci ha svegliati da atti e pensieri consueti. Un omicidio che ci ha fatto ripensare, speriamo, su quel facile giudizio che ci porta a credere che nella nostra città "tutto va bene". Ma forse ci ha svegliati solo perchè questa volta la vittima non è stata "uno di loro", uno degli appartenenti ai clan malavitosi della nostra città. Questa volta la vittima è stata "una povera e innocente donna anziana". Forse solo questo ha sollevato la nostra indignazione. 
Ma non è la prima volta che a Bitonto si spara e si spara di giorno, fra la gente. Ricordiamo l'episodio del 2013? Allora giovanissimi si scontrarono in una pubblica piazza e scambiarono colpi di pistola. Vogliamo ricordare alcuni sequestri di armi e di droga? Allora credo che ciò che ci ha svegliati non è stata la triste e terribile "normalità" della mala vita bitontina, ma l'episodio che abbiamo giudicato una "eccezionalità" perchè ha toccato questa volta un innocente cittadino. Forse ci siamo così "assuefatti" a questa "normalità" e abbiamo così supinamente concesso una sempre più spavalda presenza della malavita. Come non ricordare i voti "comprati" durante le ultime consultazioni amministrative? Come non ricordare i "capannelli" presso i seggi elettorali e il relativo "pagamento"? Come non ricordare i tanti silenzi dei semplici cittadini ma anche di pubbliche amministrazioni e anche di cattolici pubblicamente impegnati? Oggi si vuole denunziare con una pubblica manifestazione la situazione che Bitonto vive e forse avremo anche la partecipazione di alcuni Sindaci della Città metropolitana. Anche anni addietro si celebrò una manifestazione con la presenza di altri sindaci del circondario per denunciare un altro episodio malavitoso. Va bene tutto questo. Sentiremo degli slogans, delle promesse, di alcuni risultati ottenuti. Va bene anche questo. Ma se non insisteremo, ognuno nel proprio campo, ognuno con le proprie responsabilità, a moralizzare la vita della città, a non "servirci" di qualche elemento della malavita, come purtroppo talvolta accade, a combattere l'uso della droga, allora ogni pubblica manifestazione di protesta e di sdegno sarà inutile. L’Amministrazione ha deciso un giorno di lutto cittadino: va bene anche questo, nella speranza che non sia una celebrazione che rassereni le nostre coscienze.  Dio non voglia che dopo il "pianto" ognuno riprenda a "dormire".

di Vincenzo Robles

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