Claudio Sinigaglia un “insegnante del bene comune"

Quando se ne va un amico e una persona così significativa c’è davvero una sensazione di smarrimento e di sconcerto. Claudio, sposato con tre figli, non solo ha insegnato per anni a scuola ma è stato per tutti noi un professore, un insegnante e un amministratore attento del bene comune.

Credo che siano molti quelli che hanno seguito l’esempio e i consigli di Claudio Sinigaglia per un impegno politico orientato al bene comune. Sguardo ampio a partire dalla Città, alla Regione e fino all’Europa. Claudio si è sempre occupato dei problemi concreti delle persone e la persona è sempre stata al centro della sua azione politica. L’ispirazione cristiana molto incarnata, molto convinta e finalizzata a suscitare interrogativi continui su come tenere desta la tradizione del cattolicesimo democratico di cui è stato un autentico testimone.

Ha convinto tante persone a impegnarsi politicamente e poi, in molti casi, a restarci per una vita intera, perché quando si inizia a servire e a voler bene alla propria comunità non si smette mai più.

Claudio inizia dapprima il suo impegno ecclesiale in parrocchia come animatore AC, per poi sentirsi chiamato ad affrontare, sempre nello spirito di servizio, la città con si suoi problemi. Viene eletto in Consiglio Comunale rimarrà per un periodo all’opposizione. Dopo, rieletto, verrà nominato assessore con deleghe allo sport e ai servizi sociali. Nel 2010, viene eletto al Consiglio Regionale del Veneto come consigliere di opposizione, vice presidente della Commissione Sanità. Si occuperà per dieci anni di Sanità lottando contro la sua privatizzazione e ottenendo risultati significativi.

Il sociale e lo sport sono sempre stati due tratti distintivi del suo impegno e della sua persona, insieme ad una acuta intelligenza e cultura mai ostentate ma sempre utilizzate per far comprendere con semplicità a tutti i valori che lo ispiravano e gli obiettivi che si prefiggeva.

Il tarlo del dubbio riusciva ogni volta ad instillarlo in chi come noi ha potuto condividere anni di impegno e questo è sempre stato uno stimolo seppur scomodo per guardare oltre, per chiedersi se avevi fatto tutto quello che potevi per il successo di una qualsiasi iniziativa.

Talvolta ci si è anche confrontati in modo franco avendo in alcuni casi visioni discordanti su talune scelte, ma continuando comunque a collaborare in forza di una stima che non è mai venuta meno.

Di Claudio abbiamo ammirato l’impegno costante anche in questi ultimi anni di malattia e la passione comunque donata nonostante la fatica e la preoccupazione sempre gestite con grande discrezione.

Lo vogliamo ricordare con quel suo sorriso appena accennato, un po’ meditativo; con lo sguardo di chi assapora il presente ma già pensa al futuro e ai prossimi passi da fare.

Il vescovo di Padova Claudio, alle sue esequie, in un messaggio ricorda: “Il suo impegno, nella famiglia, nelle associazioni, in politica, è stato il frutto abbondante delle sua fede”.

di Nereo Tiso

 

 

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