Il sistema della ricerca scientifica in Italia è
segnato da punti di forza e fattori di debolezza.
Le criticità
Le criticità risiedono principalmente
in alcuni fattori strutturali del nostro sistema, nel basso investimento
in ricerca del settore privato, nel riordino del sistema della ricerca
pubblica.
Tra i fattori strutturali vanno ricordati: il numero
esiguo di grandi gruppi industriali; le 4 milioni di PMI, fattore di flessibilità
ma anche di debolezza; la specializzazione manifatturiera concentrata
su moda, arredo casa, alimentare e meccanica strumentale; la predominanza
negli investimenti sui processi produttivi e non sull’innovazione
di prodotto; il numero limitato di industrie high-tech di grandi dimensioni
nei settori della microelettronica, robotica, optoelettronica motoristica,
chimica, tecnologie biomediche.
L’insufficienza degli investimenti in ricerca e sviluppo sia misura
nei dati complessivi (dall’1,32% del Pil nel 1991 all’1,07%
del 2000, contro un impegno del 3% richiesto dalla strategia di Lisbona),
ma anche sul ritardo dell’investimento privato in ricerca in rapporto
all’investimento pubblico (lo 0,53% pubblico nel 2000 e lo 0,54%
privato contro lo 0,66% pubblico e l’1,27% privato della media UE).
Il sistema pubblico di ricerca è caratterizzato da: bassa concentrazione
di uomini e mezzi in aree strategiche; piramide rovesciata con alto numero
di ricercatori e docenti di ruolo; carenza di meccanismi per incentivare
i giovani talenti e i ricercatori di eccellenza; carenza nei meccanismi
di management di grandi progetti di ricerca; barriere, anche ideologiche,
alla collaborazione pubblico-privato; carenze nei meccanismi di “governance”;
persistenza di pratiche autoreferenziali nell’accademia; carenza
nei meccanismi di valutazione; mancanza di un quadro pluriennale di sostegno
finanziario.
Punti di forza
I punti di forza del sistema italiano
di ricerca sono legati ad alcuni elementi caratteristici del sistema produttivo
(l’alta flessibilità della struttura produttiva; l’alto
grado di automazione dei processi produttivi; la forte interazione tra
il settore robotica e automazione e i settori produttivi; la capacità
e flessibilità della classe imprenditoriale; l’eccellenza
nel disegno industriale; l’alto livello di produttività per
addetto; il basso costo del lavoro rispetto agli altri paesi industriali;
il forte valore assoluto dell’export).
Altri punti di forza sono l’alto livello di internazionalizzazione
e le buone performance dei ricercatori italiani (lavori scientifici in
collaborazione con ricercatori stranieri; numero dei lavori più
citati; numero di programmi approvati nelle selezioni internazionali.